Tag Archive 'Bce'

May 06 2009

BCE tassi verso quota 1%

Published by admin under finanza, notizie

Domani, giovedì 7 maggio, la BCE (banca centrale europea) potrebbe abbassare di un ulteriore quarto di punto i tassi di interesse attualmente in vigore, portandoli all’1%.
Questo livello dovrebbe restare per circa 12 mesi. Atteso anche l’annuncio di misure non convenzionali (quantitative easing, creazione di moneta da parte della banca centrale) per uscire da questa crisi.

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Mar 05 2009

Bce - nuovo taglo al costo del denaro?

Published by fabia under finanza, notizie

Oggi si riunisce la BCE in una riunione importante, si vocifera di un nuovo taglio dei tassi portando il costo del denaro al nuovo minimo storico del 1.5 %, mai stato così basso, l’intento è di dare respiro alle imprese, ma il risultato non sappiamo se effettivamente sarà quello.

Aveve un costo del denaro molto basso è un “bene” ma se manca la liquidità alle banche o cmq le banche non concedono liquidità alle imprese, l’intento viene compromesso, ed avremo un problema e non una soluzione.

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Feb 03 2009

Sale pressione per taglio tassi Bce

Published by fabia under finanza, notizie

Gli ultimi dati sull’economa europea, hanno fatto peggiorare il quadro della seconda economia mondiale quella giapponese.
Mettendo ulteriore pressione sulla Bce per una nuova manovra di politica monetaria in senso espansivo a soli 20 giorni dall’ultimo consiglio di metà gennaio, quando il ‘board’ guidato da Jean-Claude Trichet ha tagliato i tassi di mezzo punto al 2%.

Proprio Trichet, però, in questi giorni sembra aver frenato, confermando la posizione espressa chiaramente lo scorso 15 gennaio: e cioé che “la prossima riunione importante della Bce é quella di marzo”. Il banchiere francese, da Davos, due giorni fa è tornato ad esprimere una formula che risale allo scorso dicembre: i mercati - ha detto - “ancora non riflettono” i tagli dei tassi decisi finora.

Parole che nelle scorse settimane, prima del deciso taglio dei tassi di gennaio, avevano fatto pensare a una pausa, con la Bce impegnata a convincere le banche, beneficiarie di grosse iniezioni di liquidità, a ridurre i tassi applicati ai loro clienti. Sempre questa settimana Trichet ha ribadito la formula secondo cui non é a febbraio ma a marzo, quando saranno disponibili le stime economiche degli economisti interni alla Bce, che ci sarà la “prossima riunione importante”. Aggiungendo che avere tassi troppo bassi non è opportuno per Eurolandia.

Una frenata, insomma, che però si scontra con un peggioramento della congiuntura che rischia di incrinare le certezze dell’ex governatore della Banca di Francia. Questo mese, tanto per cominciare, l’inflazione di Eurolandia è scivolata ai minimi di quasi 10 anni, all’1,1%, in caduta libera dall’1,6% di dicembre e dal 2,1% di novembre, raggiungendo un livello troppo basso rispetto al target della Bce, che preferisce incrementi vicini al 2%.

Un dato ben inferiore alle previsioni tanto da rappresentare uno “shock” secondo l’economista di Bank of America Matthew Sharratt. La disoccupazione dei Quindici (oggi Sedici con la Slovacchia) a dicembre è salita all’8%, ai massimi dal novembre 2006 e sopra le previsioni. Insomma gli ultimi dati - prosegue Sharratt - “probabilmente renderanno molto più difficile la decisione della Bce la prossima settimana”.

Altri economisti mettono però l’accento su altri indici non migliori del previsto, primo la fiducia delle imprese tedesche, che ha sorpreso in positivo. E mettono in guardia da una lettura troppo meccanica degli indicatori di mercato come i contratti ‘Eonia Forward’, che sugli schermi Bloomberg indicano aspettative per un altro taglio dei tassi da mezzo punto (all’1,5%). “Faccio fatica a immaginare che si coaguli un consenso all’interno della Bce per un taglio già a febbraio”, racconta Gianluca Salford, fixed-income strategist di JP Morgan a Londra.

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Jan 14 2009

Calendario Riunioni del Consiglio generale della BCE nel 2009

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19 marzo 2009

18 giugno 2009

17 settembre 2009

17 dicembre 2009
Conferenze stampa nel 2009

15 gennaio 2009

5 febbraio 2009

5 marzo 2009

2 aprile 2009 (Roma)

7 maggio 2009

4 giugno 2009

2 luglio 2009 (Lussemburgo)

3 settembre 2009

8 ottobre 2009

5 novembre 2009

3 dicembre 2009

14 gennaio 2010

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Dec 24 2008

Bce dovrebbe tagliare i tassi a gennaio 2009

Published by admin under Investimenti, finanza, notizie

Miguel Angel Fernandez Ordonez, membro del consiglio BCE si è lasciato sfuggire qualche parola in un’intervista a El Pais su un possibile taglio dei tassi a Gennaio, se l’nflazione ,che è in forte frenata, rimarrà al di sotto del 2%.
Le sue parole sono state:
” Decideremo in gennaio, ma se,fra le altre variabili, noteremo che le aspettative di inflazione rimarranno ben al di sotto del 2%,
la cosa logica da fare per noi sarebbe tagliare i tassi di interesse”.

Quindi Miguel lascia poco alla fantasia, la data è ancora incerta ma si vocifera intorno alla metà del mese.

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Dec 05 2008

Bce ha tagliato di 0,75 il costo del denaro - refi 2.5

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Come anticipato più volte il 4 dicembre 2008 (ieri), la Bce ha tagliato di 0,75 il costo del denaro, portando come da pronostico il tasso Refi dal 3,25% al 2,50% , portandolo a valori del marzo 2006.

Una decisione unanime del board dell’Eurotower e doverosa per contrastare la crisi e cercare di frenare  l’inflazione che già dopo i primi tagli e’ andata in rapido calo, a novembre e’ scesa al 2,1%, in pratica in linea con l’obiettivo europeo di stabilita’ dei prezzi fissato dalla banca centrale.

Le nuove previsioni di Francoforte collocano il Pil del 2009 tra lo zero e -1% e l’inflazione tra tra +1,1%-1,7%. Infine, da qualche giorno il tasso Eonia, il migliore revisore della politica monetaria, gia’ viaggiava al 2,39%, incorporando una probabilita’ del 100% che oggi i tassi sarebbero scedi di 75 punti.

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Nov 30 2008

Taglio della BCE il 4-12-2008 al Refi

Published by fabia under finanza, mutui, notizie

La Bce ,come si vociferava, si prepara ad un ulteriore riduzione del costo del denaro. A rendere queste voci quasi certe arriva da ujna dichiarazione del presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, in visita al Cairo, ha dichiarato ‘’siamo pronti a tagliare i tassi di interesse”.
Il presidente non ha specificato ne la tempistica della decisione, ne’ l’entità del taglio, ma il mercato scommette sul 4 dicembre e un taglio di 0,75 punti, portando il Refi al 2,50%.

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Aug 20 2008

Tassi Analisi

Published by admin under Investimenti, finanza, notizie

Analisi dei tassi a 2 e 10 anni

Dopo i violenti movimenti delle ultime settimane, effettuiamo un aggiornamento sull’impostazione di analisi tecnica dei tassi a 2 e 10 anni in Europa

Tassi a 2 anni
Il recente fallimento del test dell’importante resistenza a 5.55 conferma l’idea che il mercato sia ipercomprato e che nel breve termine si possa assistere ad una correzione anche significativa verso area 4,50 - 4.80. La tendenza al rialzo resta comunque intatta e riteniamo che la correzione ipotizzata potrebbe preparare un ulteriore importante movimento verso area 7.00. Perché questo scenario si concretizzi è ovviamente fondamentale il superamento del livello di 5,55 che a questo punto assume una rilevanza ancora più importante che nel recente passato.
Un nuovo tentativo fallito invece delineerebbe una figura di “double top” di breve e “triple top” di lungo periodo, che aprirebbe scenari ribassisti di medio termine. In ogni caso un nuovo tentativo del mercato di segnare nuovi massimi sembra molto probabile.

Tassi a 10 anni
La recente lateralizzazione attorno la quota 5.00 sta dando forma ad un potenziale rettangolo rialzista, la cui rottura aprirebbe la strada ad ulteriori aumenti, con primo obiettivo in area 5.25 e una successiva estensione fino a 5.55.
Seppure con tempistiche diverse quindi, il livello di 5,55 sembra importante anche per la scadenza decennale. La differenza del quadro tecnico rispetto ai tassi a due anni sta nel fatto che il canale ascendente nel quale si trovano i tassi decennali sembra molto più stabile e consolidato, il che fa presupporre volatilità assai inferiori rispetto alla scadenza biennale.
Bce: guerra all’inflazione anche a prezzo della crescita
Nel corso dell’ultima riunione mensile la BCE ha lasciato invariati i tassi di riferimento al 4% ma le sue dichiarazioni hanno preso di sorpresa tutti i mercati finanziari, creando i presupposti per l’inizio di una nuova fase di volatilità, soprattutto sui comparti del reddito fisso, delle valute e delle materie prime.Da ormai diversi mesi ci si muoveva all’interno di una situazione di precario equilibrio; da una parte il rallentamento economico contribuiva a spingere i tassi di interesse verso il basso, dall’altra parte l’inflazione “arrembante” contribuiva a farli lievitare. Questo relativo equilibrio è stato bruscamente rotto giovedì scorso, quando il presidente della BCE Trichet ha chiaramente fatto intendere che il prossimo movimento dei tassi di riferimento europei sarà verso l’alto (probabilmente già con la riunione di luglio).Questa presa di posizione decisamente esplicita ha colto in contropiede gran parte degli operatori e degli analisti finanziari (noi compresi), che si attendevano un nulla di fatto per parecchi mesi e poi, eventualmente, un ritocco al ribasso.Le reazioni quindi non si sono fatte attendere. In sole tre sedute i tassi a breve termine dell’area euro sono aumentati di oltre lo 0,50%, mentre i tassi a lungo termine sono rimasti più o meno invariati; l’euro ha guadagnato contro pressoché tutte le valute mondiali (per poi correggere soprattutto contro dollaro) e il prezzo del petrolio è aumentato del 5%.E’ quindi evidente che la BCE ritiene a questo punto più rilevante contrastare le tendenze inflattive, rispetto al rischio di far piombare l’economia europea in recessione. Diamo per scontato che le dichiarazioni di giovedì scorso siano state decise sulla base di attente e approfondite valutazioni sullo stato di salute dell’economia europea e sui rischi dell’inizio di una spirale inflattiva; “osiamo” tuttavia fare qualche valutazione ulteriore in merito. Rischio di inflazioneL’aumento dell’inflazione degli ultimi mesi è soprattutto legato alla crescita dei prezzi di alcune materie prime, quest’ultime aumentate non tanto in conseguenza della domanda interna europea, quanto in conseguenza della sempre maggiore richiesta da parte delle economie emergenti (e almeno in parte della speculazione finanziaria).Alzando i tassi di interesse quindi, la BCE non può realisticamente sperare di contenere l’aumento dei prezzi delle materie prime (non dipende dall’Europa), quanto piuttosto evitare che si inneschi una spirale prezzi-salari che potrebbe alimentare ulteriormente (questa volta dall’interno) l’inflazione. L’azione comunque rischia di avere effetti diretti assai limitati, riguardanti esclusivamente la componente speculativa del rialzo delle materie prime. Crescita economica in Europa Normalmente la spirale prezzi-salari funziona in questo modo: l’aumento dei prezzi genera aumento delle richieste salariali, che a loro volta generano un aumento della domanda di beni creando i presupposti per un ulteriore aumento dei prezzi… e così via.E’ indubbio che in molte regioni d’Europa il potere d’acquisto dei salari medi si sia via via eroso, spingendo molte associazioni di categoria a richiedere aumenti sostanziosi dei salari. E’ tuttavia altrettanto vero che l’attuale situazione economica dell’Europa (con l’importante eccezione della Germania), non sembra far presagire la possibilità di significative “impennate” della domanda interna. La crescita economica per il 2008 e per il 2009 era prevista già sotto il 2% prima dell’annuncio di Trichet; adesso le prospettive di crescita potrebbero abbassarsi ulteriormente, con le società che ormai si finanziano a tassi vicini al 7% (rispetto al 4,5% negli USA). Abbastanza improbabile invece, ci sembra l’eventualità che il calo della domanda interna europea possa consentire una correzione dei prezzi delle materie prime, che come già accennato in precedenza sono spinti a rialzo da cause del tutto esterne. Le altre Banche Centrali Un altro aspetto decisamente peculiare, è il fatto che la BCE era già prima di giovedì la Banca Centrale più intransigente tra le maggiori economie mondiali. La FED infatti ha operato un massiccio calo dei tassi di interesse (dal 5,25% al 2%), la Banca Centrale giapponese mantiene i tassi di interesse su livelli vicino allo zero, la Bank of England ha recentemente abbassato i tassi di riferimento britannici e la Banca Centrale cinese sta continuando nella politica di frenare la rivalutazione dello Yuan (equivalente a mantenere bassi i tassi di interesse).E’ probabile (e le dichiarazioni di Bernanke di questa settimana lo dimostrano) che la decisa presa di posizione della BCE influenzi almeno in parte gli altri banchieri centrali, tuttavia il divario è destinato a rimanere molto ampio. In conclusione, le recenti dichiarazioni della BCE pongono l’Europa in prima fila nella lotta contro l’inflazione mondiale. Il rischio è di sopportare più di altre aree economiche le conseguenze di questa “lotta” (cioè prospettive di minore crescita economica), senza goderne a pieno i benefici; nonostante gli sforzi della BCE infatti l’inflazione potrebbe restare elevata per cause indipendenti dalla volontà dei nostri banchieri centrali.

Fonte:www.repubblica.it

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