Jun 04 2008
maggio Auto Italia: immatricolazioni in calo
Auto Italia: immatricolazioni maggio -17,56%, Fiat -12,6%
Il ministero dei Trasporti ha comunicato che le immatricolazioni di auto in Italia sono diminuite del 17,56% a maggio a 20.607 unità (-2,86% ad aprile; -10,4% nei primi cinque mesi). Nello stesso periodo le immatricolazioni di Fiat sono diminuite del 12,6% a 66.827 unità (+1,43% ad aprile; -9,34% nei primi cinque mesi). La quota di mercato del Lingotto è scesa al 32,67% dal 33,6% di aprile (31,87% nei primi cinque mesi del 2008 e 31,63% nei primi cinque mesi del 2007).
Alitalia: cda nomina Intesa Sanpaolo advisor per ricerca acquirente
Alitalia ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha preso atto del decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 maggio 2008 e delle determinazioni assunte in proposito dallo stesso Consiglio dei Ministri in pari data. Il cda ha quindi nominato Intesa Sanpaolo quale soggetto preposto ad assistere la società nella ricerca di un’offerta finalizzata ad acquisirne il controllo.
Lehman Brothers: allo studio cessione assets richiosi, no problemi di liquidità
Lehman Brothers ha comunicato di avere in corso contatti per cedere le attività iscritte a bilancio considerate più rischiose. Nelle ultime sedute sono circolati rumors su problemi di liquidità per la banca americana (ieri sono girate indiscrezioni su un aumento di capitale da 3-4 mld di dollari e sulla chiusura del trimestre in perdita) che hanno fortemente penalizzato il titolo, sceso ai minimi degli ultimi cinque anni. L’amministratore delegato, Paolo Tonucci, ha dichiarato che il gruppo non ha problemi di questo genere tanto che non ha dovuto nemmeno ricorrere ai finanziamenti della Fed. Tonucci ha aggiunto che il primo trimestre si chiuso con un liquidità pari a 34 mld di dollari, cifra che ha superato i 40 mld nel secondo trimestre.
Prysmian: siglato accordo da 135 mln USD con Petrobras
Prysmian, Gruppo tra i leader mondiali nel settore dei cavi e sistemi per energia e telecomunicazioni, ha annunciato di avere sottoscritto un accordo quadro della durata di 4 anni con la compagnia petrolifera brasiliana Petrobras, per la progettazione e la fornitura di flexible pipes, tubi e condotte flessibili ad alta tecnologia che vengono utilizzati per l’estrazione petrolifera offshore. Il valore iniziale delle forniture previste nell’accordo è di 135 milioni di dollari; nell’ambito degli accordi di collaborazione tecnica siglati con Petrobras sono previste ulteriori importanti forniture nell’arco dei quattro anni. “L’accordo con Petrobras rappresenta per Prysmian un importante passo avanti nell’espansione delle proprie attività nel settore delle tecnologie e prodotti per il settore dell’Oil Gas & Petrochemical e conferma l’impegno strategico del Gruppo a investire in business a valore aggiunto, con elevata redditività e livelli di tecnologia e know-how. L’avvio della pro duzione di tubi flessibili, affiancata all’attuale produzione di cavi ombelicali, consentirà infatti al Gruppo Prysmian di poter offrire una gamma completa di prodotti e servizi cosiddetti SURF (Subsea Umbilical, Riser and Flowline) agli operatori del settore OG&P” ha commentato la società. Per l’ingresso nel nuovo settore, Prysmian investirà circa 110 milioni di dollari per la costruzione di un nuovo stabilimento in Brasile. La capacità produttiva del nuovo impianto sarà in parte coperta dal primo accordo di fornitura con Petrobras e consentirà inoltre di far fronte agli ulteriori sviluppi del business. Il nuovo stabilimento si affiancherà all’impianto brasiliano specializzato nella produzione di cavi ombelicali sottomarini per il settore dell’O&GP, inaugurato all’inizio del 2007.
Auto Usa: vendite maggio GM -30,2%, Ford -19,1%
General Motors ha reso noto di avere chiuso il mese di maggio con un calo delle vendite negli Usa del 30,2% a 272.363 veicoli e con una quota di mercato scesa per la prima volta sotto il 20% (19%). Nello stesso periodo le vendite di Ford sono diminuite del 19,1% a 217.998 veicoli e quelle di Toyota hanno segnato una flessione del 7,9% a 257.404 veicoli. Le peggiori performance sono state registrate da truck e Suv per via del forte aumento del costo del carburante.
Chiusura Borse Usa
Chiusura negativa per i mercati azionari americani: il Dow Jones ha perso lo 0,81% a 12.402,85 punti, il Nasdaq lo 0,44% a 2.480,48 punti e lo S&P500 lo 0,58% a 1.377,65 punti. Dopo avere tentato un rimbalzo nelle prime battute Wall Street ha invertito rotta penalizzata dal tonfo del comparto petrolifero e di quello finanziario. Il settore oil ha risentito del deciso calo del prezzo del greggio (124 dollari al barile) sulla scia del forte apprezzamento del biglietto verde sui mercati valutari (il cambio euro/USD si è portato ad un passo da quota 1,54). Il rafforzamento della divisa statunitense è stato innescato dalle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Fed sui rischi che il dollaro debole pone in termini d’inflazione, parole che hanno spinto gli investitori a scommettere su un cambio di rotta nella politica monetaria statunitense (non sono da escludere aumenti dei tassi d’interesse dopo i drastici tagli di questi mesi). La caduta delle quotazioni del petrolio si è fatta sentire sui titoli del settore: ExxonMobil ha perso il 2,39% e Chevron l’1,52%. Si è chiusa un’altra giornata difficile per il comparto creditizio. I rumors su un possibile aumento di capitale da parte di Lehman Brothers (secondo tali indiscrezioni il trimestre potrebbe essersi chiuso in perdita, la prima da quando la società è quotata) hanno affossato il titolo (-9,52%) e alimentato vendite generalizzate: Merrill Lynch ha ceduto l’1,71%, Goldman Sachs l’1,02% e Morgan Stanley l’1,04%. Tra i titoli che si sono mossi in controtendenza spicca General Motors con un +0,8%: la società ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di 4 impianti di produzione di truck e Suv e il focus su auto a bassi consumi, maggiormente richieste dai clienti a causa degli alti costi del carburante. Il gruppo ha anche annunciato un calo delle vendite del 30% negli Usa a maggio. La giornata è stata positiva anche per Toll Brothers (+3%; ha chiuso il trimestre con perdite inferiori alle attese) e per Staples (+1,3%; ha rivisto al rialzo l’offerta d’acquisto per la rivale olandese Corporate Express). Dati incoraggianti sono arrivati dal fronte macroeconomico: gli ordini all’industria ad aprile sono aumentati dell’1,1% contro attese pari a -0,1%. Statistiche importanti sono attese per oggi: produttività e costo del lavoro nel primo trimestre, Ism non manifatturiero di maggio, rapporto Adp sui posti di lavoro creati a maggio dalle imprese del settore privato e scorte settimanali di greggio.
Dati di chiusura
Dopo i pesanti ribassi della vigilia i listini del Vecchio Continente sono riusciti a mettere a segno un timido rimbalzo: a Milano il Mibtel ha guadagnato lo 0,42%, a Francoforte il Dax ha registrato un +0,15%, a Londra il Ftse100 ha messo a segno un +0,83% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un +0,98%. La situazione sui mercati resta comunque piuttosto tesa: continuano infatti a pesare i problemi del settore immobiliare e di quello creditizio e il pericolo inflazione. Piazza Affari ha tratto beneficio dal deciso recupero delle utilities dopo le vendite di ieri: Terna ha guadagnato il 2,03%, A2A il 4%, Enel lo 0,71% e Snam RG l’1,37%. Si sono messi in evidenza anche i telefonici, con Tiscali che ha archiviato un +10,10%: secondo indiscrezioni riportate da organi di stampa, Vodafone sarebbe pronta a lanciare un’offerta d’acquisto del valore di 2,8 euro per azione. Ha chiuso in deciso calo Alitalia (-7,1%): si sta facendo più insistente il pressing dei concorrenti europei per un intervento della Ue sul prestito da 300 mln di euro (poi trasformato in patrimonio netto) concesso dallo Stato italiano alla compagnia di bandiera per evitarne il fallimento. Resta aperta la ricerca di un acquirente, operazione che sembra essere sempre più difficile dopo il fallimento delle trattative con Air France-Klm. Sul mercato valutario ci sono stati movimenti piuttosto interessanti. L’euro si è fortemente apprezzato contro il dollaro nella prima parte della giornata sulla scia delle indicazioni arrivate dal fronte macroeconomico europeo (il Pil del primo trimestre è stato rivisto a +0,8% da +0,7% e i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,8% ad aprile). Nel pomeriggio c’è stata una brusca inversione di tendenza che ha portato il cambio da 1,56 a 1,54. Il recupero del biglietto verde è stato innescato da alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente della Fed: Bernanke ha lanciato un allarme sui rischi che il dollaro debole pone in termini d’inflazione. Anche p er la Banca Centrale americana la lotta all’inflazione potrebbe diventare una priorità (così come lo è per la Bce) e questo potrebbe portare ad un cambio di rotta nella politica monetaria statunitense: non sono quindi da escludere aumenti dei tassi d’interesse dopo i drastici tagli di questi mesi. Il dollaro è stato aiutato anche dal positivo dato di aprile sugli ordini all’industria negli Usa: +1,1% contro attese pari a -0,1%.
Fonte:www.borse.it
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