May 21 2007
Unicredit-Capitalia: sinergie fusione stimate in 1,2 mld euro
Unicredit-Capitalia: ok cda a fusione con concambio a 1,12, Arpe si dimette
Unicredit e Capitalia hanno comunicato che i rispettivi consigli di amministrazione hanno dato il via libera alla fusione per incorporazione dell’istituto romano in quello milanese. Il concambio è stato fissato in 1,12 azioni Unicredit per ogni titolo Capitalia. Il nome del nuovo gruppo sarà Unicredit e la sede legale verrà spostata da Genova a Roma. La Fondazione Cassa Risparmio Verona, Vicenza, Belluno e Ancona sarà il primo socio della banca con il 3,9%. Secondo grande azionista sarà Munich Re (3,7%). Tra gli altri importanti azionisti figurano Crt (3,69%), Carimonte (3,34%), Fondazione Cassa di Risparmio di Roma (+1,1%), Fondazione Manodori (0,9%), Banco di Sicilia (0,6%), Regione Siciliana (0,62%), Allianz (2,42%), Abn Amro (1,88%), Fondiaria Sai (0,77%), Lybian Arab Bank (0,56%) e Generali(0,42%). Presidente del nuovo gruppo sarà Dieter Rampl e vice presidente vicario Cesare Geronzi. L’amministratore delegato sarà Alessandro Profumo. L’attuale amministratore delegato di Capitalia, Matte Arpe ha rassegnato le dimissioni. Le dimissioni saranno operative dal 31 maggio 2007. Il cda del nuovo istituto avrà quattro posti riservati ai soci capitolini: Cesare Geronzi, Salvatore Ligresti (per Fondiaria-Sai), Donato Fontanesi (per la Fondazione Manodori)e Salvatore Mancuso (per la Regione Sicilia). Abn Amro non avrà rappresentanti nel board. Le assemblee per l’approvazione della fusione si terranno tra fine luglio ed inizio agosto e il perfezionamento dell’operazione è atteso all’inizio del quarto trimestre dell’anno.
Unicredit-Capitalia: sinergie fusione stimate in 1,2 mld euro
Unicredit e Capitalia hanno comunicato che le sinergie stimate dall’operazione di fusione sono pari a 1,2 miliardi di euro (800 milioni quelle nette) dal 2010, delle quali il 68% da risparmi di costi e il rimanente da ricavi. Gli oneri di ristrutturazione una tantum sono stimati in 1,1 miliardi e verranno contabilizzati a conto economico nel 2007 e nel 2008. Il valore netto attuale delle sinergie (al netto degli oneri) è stimato in circa 7 miliardi.
Unicredit-Capitalia: crescita utile per azione al 17% in 2007-2009
Unicredit e Capitalia hanno comunicato che il tasso di crescita medio annuo composto degli utili per azione del nuovo gruppo nato dalla fusione sarà pari al 17% nel periodo 2007-2009. L’operazione sarà accrescitiva dal 2009 per gli azionisti Unicredit e da subito per quelli Capitalia. Il dividendo per azione è stimato in progressiva crescita nei prossimi anni mentre l’indice sulla patrimonializzazione Core Tier 1 è confermato al 6,8% entro il 2008.
Bpm-Bper: ok cda a fusione, concambio fissato a 1,76
Bca Popolare Milano (Bpm) e Bca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) hanno comunicato che i rispettivi consigli di amministrazione hanno approvato la fusione che porterà alla nascita del terzo gruppo bancario italiano di natura cooperativa con 1.900 sportelli, 3 mln di clienti, 85 mld di euro di attivo, 67 miliardi di raccolta diretta, 77 miliardi di raccolta indiretta e 58 miliardi di impieghi. La quota di mercato in Lombardia del nuovo gruppo sarà pari all’8,1% e in Emilia Romagna del 10,4%. La sede legale sarà a Modena e quelle operative a Milano e a Modena. Il progetto di aggregazione sarà realizzato attraverso la costituzione di una nuova società bancaria, la Nuova Holding Capogruppo, risultante dalla fusione propria fra Bper e Bpm. La Nuova Holding Capogruppo sarà una società cooperativa di nuova costituzione quotata sul Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana a far tempo dalla data di efficacia della fusione. E’ previsto che i rami aziendali bancari di Bper e Bpm e le partecipazioni in banche dalle stesse possedute siano conferite a due banche capofila, interamente controllate dalla Nuova Holding Capogruppo, aventi la forma di società per azioni. La Nuova Holding Capogruppo, che manterrà il controllo delle società prodotto del Nuovo Gruppo, avrà la funzione di assicurare l’unitarietà di indirizzo strategico, di coordinamento e di controllo. Le condizioni finanziarie, che saranno soggette ad una due diligence confirmatoria, prevedono un rapporto di cambio individuato in n. 1,76 azioni della Nuova Holding Capogruppo per ogni azione Bper ed in n. 1 azione della nuova Nuova Holding Capogruppo per ogni azione di Bpm. Secondo le parti l’operazione sarà eps accretive per entrambi gli azionisti Bper e Bpm in misura superiore al 10% nel 2010. Il consiglio di amministrazione sarà composto da un numero fisso di 20 componenti, egualmente ripartiti fra amministratori espressi da Bper e amministratori espressi da Bpm. Roberto Mazzotta assumerà la carica di presidente e Guido Leoni sarà l’amministratore delegato. Quali direttore generale e condirettore generale saranno nominati rispettivamente, Fabrizio Viola, attuale direttore generale di Bpm, ed Ettore Caselli, attuale direttore generale di Bper. L’operazione dovrebbe essere completata entro fine anno e le azioni della nuova Nuova Holding Capogruppo dovrebbero debuttare in Borsa a gennaio 2008.
Bpm-Bper: previste sinergie per 290 mln euro, utile visto a 1,1 mld in 2010
Bca Popolare Milano (Bpm) e Bca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) hanno comunicato che le linee guida del piano industriale del Nuovo Gruppo stimano sinergie lorde da integrazione pari a 290 milioni di euro annui a regime nel 2010. Tali sinergie derivano per 125 milioni da maggiori ricavi e per 165 milioni da risparmi di costo. Le sinergie da ricavo saranno conseguibili principalmente attraverso la messa a fattor comune delle best practice di Gruppo e lo sviluppo del cross-selling. Le sinergie da costo deriveranno principalmente dalla razionalizzazione dei costi delle funzioni centrali, della struttura territoriale e della macchina operativa (accentramento dei back office, unificazione dei sistemi informativi, della funzione acquisti). I costi di integrazione, da intendersi una tantum, sono stati stimati complessivamente in circa 230 milioni e saranno sostenuti nel periodo 2007-2009. E’ previsto un utile netto pro-forma al 2010 superiore a 1,1 miliardi ed un rapporto di cos t / income al 2010 nell’intorno del 50%.
Chiusura Borse Usa
Chiusura positiva venerdì per i mercati azionari americani: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,59% a 13.556,53 punti, il Nasdaq lo 0,75% a 2.558,45 punti e lo S&P 500 lo 0,66% a 1.522,75 punti. La seduta è stata condizionata sia dalle notizie arrivate dal fronte macroeconomico (l’indice di fiducia dei consumatori calcolato dall’Università del Michigan è salito oltre le attese a maggio) sia da quelle arrivate dal fronte societario, con l’attività di M&A in primo piano. Tra i titoli che si sono messi in evidenza segnaliamo: Microsoft (ha perso lo 0,48% dopo avere annunciato l’acquisto di aQuantive per 6 mld di dollari, che a sua volta ha messo a segno un progresso del 77,84%), General Electric (ha guadagnato l’1,18% per via delle indiscrezioni relative all’imminente vendita della divisione plastiche a Saudi Basic Industries), Clear Channel (ha archiviato un +1,16% dopo che Thomas H. Lee Partners e Bain Capital hanno aumentato l’offerta d’acquisto a 19,5 miliardi di dollari) e Inte l (ha messo a segno un +2,11% sulla scia del giudizio positivo rilasciato da Merrill Lynch).
Dati di chiusura
Chiusura positiva per i mercati azionari europei: a Milano il Mibtel ha guadagnato lo 0,87%, a Francoforte il Dax ha fatto registrare un +1,44%, a Londra il Ftse100 ha archiviato un +0,94% e a Parigi il Cac40 ha messo a segno un +1,23%. Gli acquisti sui listini del Vecchio Continente sono stati favoriti sia dall’intensa attività di M&A, con le banche in primo piano, sia dall’avvio in rialzo di Wall Street. A Piazza Affari il tema dominante continua ad essere la probabile fusione tra Capitalia ed Unicredit; le azioni di entrambe le società sono state sospese pochi minuti dopo l’avvio delle contrattazioni in attesa di un comunicato. Sono previsti per domenica i consigli di amministrazione dei due istituti per l’annuncio dell’operazione, operazione che potrebbe avere effetti anche sull’azionariato di Generali (+0,86%) e Mediobanca (+1,05%). Tra le Popolari si sono messe in luce Bca Pop Milano (+2,06%) e Bca Pop Emilia Romagna (+1,95%), i cui cda dovrebbero riunirsi domenica per discutere i dettagli della possibile integrazione. Forti acquisti hanno interessato anche i petroliferi per via dell’impennata del prezzo del greggio, salito sopra i 65 USD al barile dopo che la chiusura di alcune raffinerie ha creato preoccupazione sui rifornimenti di greggio: Eni ha guadagnato l’1,56%, Saipem l’1,17% e Tenaris l’1,54%. Scambi piuttosto intensi sono stati registrati su Lottomatica (+3,49%) e Stm (+3,45%) dopo il giudizio positivo rilasciato da Goldman Sachs su entrambe le società. Tra gli industriali si sono ben comporti Fiat (+1,23%), Finmeccanica (+1,91%) e Pirelli (+2,47%). Nel Midex le vendite sono scattate su Valentino (-4,25%) dopo che Permira ha annunciato di avere avviato trattative esclusive con Tidus e Pcf per acquistare un altro 24% del capitale della società. La notizia ha fatto scemare le attese di una contro-offerta da parte di Carlyle facendo venire meno l’appeal speculativo. Sul mercato valutario l’euro si è rafforzato nei confronti del doll aro nonostante l’indice di fiducia dei consumatori americani calcolato dall’Università del Michigan sia salito oltre le attese; il cambio è tornato a superare quota 1,35. Da segnalare anche che la Banca Centrale di Cina ha deciso di aumentare i tassi di interesse e di ampliare la banda di oscillazione tra yuan e dollaro; tale mossa potrebbe accelerare l’apprezzamento della moneta cinese nei confronti di quella statunitense.
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