Jun 27 2008

Finmeccanica: cda chiederà a soci delega per aumento capitale da 1,4 mld euro

Published by admin at 10:40 am under finanza, notizie

Finmeccanica: cda chiederà a soci delega per aumento capitale da 1,4 mld euro
Finmeccanica ha comunicato che il cda ha deliberato di proporre alla prossima assemblea straordinaria degli azionisti l’attribuzione della delega allo stesso consiglio di amministrazione ad aumentare il capitale sociale a pagamento e in via scindibile per un importo complessivo massimo, comprensivo di sovrapprezzo, di 1,4 miliardi di euro. L’aumento di capitale potrà aver luogo mediante emissione di azioni ordinarie da offrire in opzione agli azionisti. L’aumento di capitale rientra nell’ambito della complessiva operazione di finanziamento collegata all’acquisizione di Drs Technologies. Finmeccanica ha annunciato lo scorso 13 maggio l’acquisizione per un importo di 81 dollari per azione in contanti di Drs Technologies, azienda statunitense leader nel settore dei servizi e dei prodotti elettronici integrati per la difesa, che nell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2008 ha registrato ricavi per 3,3 miliardi di dollari e un ebita pari a 390 milioni.

Giappone: inflazione core maggio vola all’1,5%, max da 10 anni
L’ufficio di statistica del Giappone ha comunicato che i prezzi al consumo a maggio sono aumentati dello 0,8% su mese e dell’1,3% su anno. L’inflazione core, che esclude cibi freschi ed energia, si è attestata all’1,5%, ai massimi dal marzo 1998.

Risanamento: prosegue programma dismissioni di immobili
Risanamento ha comunicato che il cda si è riunito per analizzare lo stato di avanzamento dell’annunciato programma di dismissioni ed al riguardo ha constato quanto segue: “Primari operatori internazionali hanno manifestato interesse all’acquisto dell’area Falck in Sesto San Giovanni e di quella di Milano Santa Giulia; anche un primario gruppo olandese specializzato nello sviluppo dei centri commerciali, ha manifestato il proprio interesse ad entrare in partnership nello sviluppo del comparto commerciale dell’area Milano Santa Giulia; è stato conferito a Cushman & Wakefield un mandato in esclusiva, per la vendita del complesso immobiliare dato in locazione a Sky, nel comparto sud del progetto di sviluppo integrato Milano Santa Giulia, ormai in fase di avanzato sviluppo; nei prossimi giorni verrà conferito mandato ad un primario Broker internazionale per la vendita dell’immobile sito in New York, 660 Madison Avenue, di complessivi metri quadri 24.000 circa, interamente locati a d uso uffici; sono stati stipulati contratti preliminari vincolanti per la vendita di vari immobili compresi nel portafoglio di trading tra i quali, in particolare, il pacchetto di 55 agenzie bancarie, distribuite sul territorio nazionale, per un valore totale di circa 76 milioni di euro (al netto del rimborso dei finanziamenti in essere sugli immobili l’operazione genererà liquidità per circa 25 mln e produrrà una plusvalenza)”.

Terna: ottenuti finanziamenti per complessivi 1,15 mld di euro
Terna ha reso noto di avere sottoscritto un prestito bancario di ammontare pari a 650 milioni di euro con un sindacato formato da Bbva, Société Générale, Bnp Paribas, Bank of Tokyo-Mitsubishi e Dexia Crediop ed una linea di credito rotativa di ammontare pari a 500 milioni di euro con Royal Bank of Scotland e Banco Santander. Il prestito sindacato avrà una durata di 7 anni e sarà rimborsato a scadenza. Il costo di utilizzo è pari a 50 punti base sopra l’euribor e potrà variare in base al merito di credito assegnato alla società dalle agenzie di rating. La linea di credito rotativa sarà disponibile per 5 anni ed è caratterizzata da un costo di utilizzo pari a 70 punti base sopra l’euribor che potrà variare in base alla percentuale di utilizzo ed al merito di credito assegnato alla società dalle agenzie di rating. “Entrambe le linee, insieme alle facilitazioni di credito già esistenti e non ancora utilizzate, consentono a Terna la necessaria flessibilità per coprire il fabbisogn o finanziario previsto dal piano industriale” ha commentato la società.

Fiat: acquistate 2,87 mln di azioni proprie a 10,51 euro
Fiat ha reso noto di avere acquistato ieri 2.870.000 azioni ordinarie proprie al prezzo medio unitario di 10,5174 euro al lordo delle commissioni. L’operazione rientra nell’ambito del programma di acquisto azioni proprie varato nell’aprile 2007 e rinnovato lo scorso 31 marzo. Dall’aprile 2007 la società ha acquistato 37,270 milioni azioni ordinarie proprie per un investimento complessivo di 664,6 milioni di euro.

Chiusura Borse Usa
La nuova fiammata del greggio (salito oltre i 140 dollari al barile dopo che il presidente dell’Opec ha ipotizzato il raggiungimento di quota 170 USD nel corso dell’estate), il report negativo di Goldman Sachs su Citigroup (-6,26%, potrebbe annunciare svalutazioni per altri 9 mld di dollari nel secondo trimestre) e Merrill Lynch (-6,8%, sono possibili svalutazioni per altri 4,2 mld) e l’outlook deludente di Research in Motion (-13,26%) e di Oracle (-5,01%) sul trimestre in corso, hanno riacceso i timori degli operatori sull’economia statunitense (e mondiale) e sull’inflazione, innescando pesanti vendite a Wall Street: il Dow Jones ha perso il 3,03% a 11.453,4 punti, il Nasdaq il 3,33% a 2.321,4 punti e lo S&P 500 il 2,94% a 1.283,2 punti. Nemmeno i dati sul Pil del primo trimestre (rivisto a +1% da +0,9%) e sulle vendite di case esistenti (+2% a 4,99 mln di unità) sono riusciti a tranquillizzare gli investitori, che vedono avvicinarsi sempre di più il pericolo stagflazione. I l caro petrolio e la prospettiva di una crescita economica piatta hanno affossato i titoli del settore auto: General Motors ha perso il 10,77% attestandosi sui livelli del 1955. La società è arrivata a capitalizzare appena 7 mld di dollari. Diversi analisti hanno manifestato dei dubbi sulla solvibilità del gruppo nei prossimi anni. Le rassicurazioni della società non sono bastate per tranquillizzare il mercato. Goldman Sachs ha tagliato il rating di GM a sell e il prezzo obiettivo a 11 dollari. Le considerazioni di Goldman Sachs su Citigroup e Merill Lynch hanno favorito le vendite sui titoli finanziari: JP Morgan ha ceduto il 4,19%, Morgan Stanley il 3,54%, Bank of America il 6,76% e American Express il 5,01%. Hanno chiuso in calo anche i petroliferi nonostante il nuovo record storico dell’oro nero (140,39 USD al barile): Chevron ha archiviato un -1,96% ed Exxon Mobil un -1,36%.

Dati di chiusura
L’outlook deludente di Research in Motion e di Oracle sul trimestre in corso, il report negativo di Goldman Sachs su Citigroup (potrebbe annunciare svalutazioni per altri 9 mld di dollari nel secondo trimestre) e Merrill Lynch (sono possibili svalutazioni per altri 4,2 mld) e la nuova fiammata del greggio (salito oltre i 138 dollari al barile dopo che il presidente dell’Opec ha ipotizzato il raggiungimento di quota 170 USD nel corso dell’estate) hanno riacceso i timori degli operatori sull’economia statunitense (e mondiale) e sull’inflazione, innescando pesanti vendite: a Milano il Mibtel ha perso l’1,95%, a Francoforte il Dax ha registrato un -2,39%, a Londra il Ftse100 ha ceduto lo 2,61% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un -2,43%. Nemmeno i dati americani sul Pil del primo trimestre (rivisto a +1% da +0,9%) e sulle vendite di case esistenti (+2% a 4,99 mln di unità) sono riusciti a tranquillizzare gli investitori, che vedono avvicinarsi sempre di più il pericolo stagflazio ne. Il rapporto di Goldman Sachs su Citigroup e Merrill Lynch ha affossato il settore anche in Europa. A Piazza Affari Unicredit ha perso il 4,29% (il piano industriale 2008-2010 punta ad una crescita annua dell’utile per azione del 10-12%), Bca Pop Milano il 5,5%, Banco Popolare il 3,99% e Bca Mps il 3,36%. L’ennesimo balzo del petrolio (favorito anche dal dollaro debole) e il giudizio negativo di Goldman Sachs su General Motors (sell con target price di 11 USD) hanno penalizzato il comparto auto, con Fiat che ha ceduto il 7,12%. La prospettiva di un’economia mondiale stagnante ha spinto i traders a vendere i titoli delle società maggiormente legate al ciclo economico: L’Espresso ha archiviato un -4,62%, Geox un -3,92%, Impregilo un -7,04%, Luxottica un -5,68% e Prysmian un -3,85%. Tra i pochi titoli a muoversi in controtendenza spicca il +2,18% di Tenaris. Sul mercato valutario l’euro è tornato a rafforzarsi contro il dollaro arrivando a testare quota 1,5750.

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