Mar 26 2008
26 marzo 2008
Banco Popolare: da valorizzazione immobili attesa plusvalenza di 500 mln euro Banco Popolare ha reso noto di avere avviato la seconda fase del progetto di valorizzazione e razionalizzazione del patrimonio immobiliare del Gruppo (la prima fase riguardava il patrimonio non strumentale), avente ad oggetto i 2/3 del patrimonio immobiliare strumentale. Il progetto prevede la costituzione, mediante l’apporto di oltre 500 unità immobiliari il cui valore di mercato è prudentemente stimato pari a circa 1 mld di euro, di un fondo immobiliare ad apporto privato e il successivo collocamento ad investitori istituzionali delle quote del fondo (da completarsi entro il 31 dicembre 2008). Il fondo, la cui istituzione e gestione verrà affidata ad una primaria Sgr immobiliare, avrà una struttura che prevede un indebitamento di natura finanziaria pari al massimo al 60% del valore degli immobili apportati. L’operazione dovrebbe permettere al gruppo di registrare una plusvalenza lorda di circa 500 milioni (400 milioni netti) con un impatto positivo minimo di circa 55 punti base sul Tier 1e di circa 45 punti base sul Core Tier 1. L’impatto sui conti economici successivi a quello nel quale l’operazione si perfezionerà è previsto essere sostanzialmente neutrale perché il valore degli affitti è compensato dalla diminuzione degli ammortamenti e dalla redditività generata dalla liquidità incassata.Isagro: chiuso 2007 con ricavi e margini in miglioramento Isagro ha reso noto di avere chiuso il 2007 con ricavi pari a 194,6 milioni di euro, in aumento del 24,6% rispetto ai 156,1 mln del 2006. L’ebitda è salito a 19,1 mln da 8,6 mln e il risultato operativo a 11,7 mln da 2,4 mln. Il risultato netto è calato a 0,093 milioni da 0,274 milioni penalizzato da maggiori oneri finanziari e minori proventi da coperture cambi e rame. Al 31 dicembre 2007 l’indebitamento finanziario netto era pari a 133,8 mln (143,3 milioni al 31 dicembre 2006) a fronte di un patrimonio netto di 79,4 mln (66,6 mln a fine 2006). Il cda ha deliberato di proporre all‘assemblea degli azionisti di non procedere alla distribuzione di dividendi per l’anno 2007. “Isagro si attende di conseguire - dopo il forte recupero dei risultati operativi avvenuto nel 2007 – un ulteriore miglioramento dei principali indicatori economici per il 2008, in linea con quanto anticipato dal business plan presentato alla comunità finanziaria nel mese di febbraio, che prevede per l’anno in corso un progresso del 5% circa del fatturato e del 26% dell’ebitda. Tale aspettativa è rafforzata dal positivo andamento delle vendite registrato nei primi due mesi dell’anno” ha commentato la società.Telecom Italia: Lehman Brothers taglia target a 1,6 euro Lehman Brothers ha reso noto di avere tagliato il prezzo obiettivo delle azioni ordinarie di Telecom Italia a 1,6 euro dai 2 indicati in precedenza. Vale-Xstrata: non raggiunto accordo per fusione, salta progetto Vale, società mineraria brasiliana, e Xstrata, società svizzera attiva nel medesimo settore, hanno reso noto di avere rinunciato al progetto di realizzare una fusione tra i due gruppi. Le parti non sono infatti riuscite a trovare un accordo che soddisfacesse tutti i maggiori azionisti coinvolti nell’operazione. Vale ha aggiunto che guarderà ora ad altri potenziali target. Bioera: chiuso 2007 con utile di 591 mila euro, cedola di 0,0495 euro Bioera ha reso noto di avere chiuso il 2007 con ricavi pari a 110,5 mln di euro, in crescita di oltre il 37% rispetto agli 80,4 mln del 2006. Il mol è sceso a 6,6 mln da 7,2 mln e il risultato operativo si è attestato a 4 mln contro i 4,1 mln del 2006. L’utile netto si è attestato a 0,59 mln contro i 0,94 mln del 2006. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2007 si è attestato a 38,8 mln (39,2 mln nel 2006) a fronte di un patrimonio netto di gruppo di 22,8 mln (21,9 mln nel 2006). Il cda ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,0495 euro per azione. La cedola verrà staccata il 26 maggio 2008. “L’andamento positivo delle vendite dei primi due mesi dell’anno e le buone prospettive di sviluppo del canale estero portano il management del Gruppo a confermare anche per l’esercizio 2008 il trend di crescita dei passati esercizi” ha commentato Bioera. Chiusura Borse Usa Dopo la corsa delle precedenti due sedute, ieri Wall Street ha preferito tirare il fiato sulla scia di dati macroeconomici deludenti: il Dow Jones ha perso lo 0,13% a 12.532,60 punti, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,61% a 2.341,05 punti e lo S&P500 ha archiviato un +0,23% a 1.352,99 punti. Il crollo della fiducia dei consumatori americani a marzo (l’indice è sceso a 64,5 punti, ai minimi dal marzo 2003) e il tonfo registrato dai prezzi delle abitazioni a gennaio (-10,7% a/a) hanno infatti riacceso i timori di recessione e favorito le prese di beneficio. Le vendite hanno interessato soprattutto il settore finanziario dopo il rally di lunedì innescato dalla decisione di JP Morgan (-1,05%) di migliorare l’offerta per Bear Stearns (-2,76%): Merrill Lynch ha perso l’1,1% (JP Morgan e Ubs hanno tagliato le stime sull’utile dell’esercizio in corso) e Bank of America il 3,49% (secondo un analista il gruppo potrebbe annunciare accantonamenti per 6,5 mld di dollari per fare fronte alle fu ture perdite sui prestiti concessi). Le negative statistiche sulla congiuntura statunitense hanno indebolito il dollaro rispetto alle principali valute e questo ha riportato il denaro sulle materie prime (il petrolio ha sfiorato i 102 dollari al barile e l’oro ha superato i 934 dollari) e sui titoli del comparto: Alcoa ha guadagnato il 2%, Freeport-McMoran Copper&Gold il 4,11%, Devon Energy il 3,8% e Schlumberger l’1,69%. Si è mossa in controtendenza Valero Energy (-3,95%) a causa del profit warning lanciato sui conti del primo trimestre. Movimenti interessanti sono stati registrati ancora una volta tra i tecnologici: Qualcomm ha archiviato un +2,28% (grazie al buy rilasciato da Merrill Lynch), Apple un +1,04%, Research in Motion un +3,68% e Oracle un +1,49% (comunicherà oggi i conti del trimestre). Dati di chiusura E’ stata una giornata estremamente positiva per i mercati azionari europei, nel corso della quale i principali indici hanno azzerato il gap accumulato ieri nei confronti di Wall Street a causa della chiusura dei listini del Vecchio Continente per festività: a Milano il Mibtel ha guadagnato il 3,58%, a Francoforte il Dax ha archiviato un +3,24%, a Londra il Ftse100 ha registrato un +3,53% e a Parigi il Cac40 ha messo a segno un +3,49%. A Piazza Affari i riflettori sono stati nuovamente puntati su Alitalia (in attesa di conoscere gli sviluppi dell’incontro tra i sindacati ed i vertici di Air France-Klm) dopo che le dichiarazioni degli ultimi giorni di alcuni esponenti politici hanno alimentato la speculazione sul titolo e hanno spinto il mercato a scommettere sull’entrata in scena di una cordata italiana pronta a presentare una proposta migliore rispetto a quella dei francesi sia in termini industriali che finanziari; questo nonostante ad oggi non ci siano segnali concreti in t al senso. Tali aspettative hanno permesso al titolo di chiudere con un +32,35% a 0,4578 euro, ben oltre il valore della proposta di Air France-Klm, che prevede un concambio azionario di 160 a 1 (ai prezzi odierni l’offerta franco-olandese valorizza Alitalia poco meno di 11 centesimi per azione). Forti rialzi hanno interessato anche il settore finanziario dopo la decisione di JP Morgan di alzare il valore dell’offerta per rilevare Bear Stearns da 2 a 10 dollari per azione: Banco Popolare ha guadagnato il 7,42%, Intesa Sanpaolo il 3,73%, Unipol il 12,06% (distribuirà un maxi dividendo di circa 41 centesimi per azione) e Generali il 3,50%. Si è messa in evidenza anche Telecom Italia (+10,63%) che è riuscita recuperare la soglia di 1,30 euro: si tratta di un livello importante per il mercato, in quanto se le azioni dovessero restare per 25 sedute sotto tale valore la partecipazione detenuta da Telco (holding che fa capo a Telefonica, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali) potre bbe andare in pegno alle banche. La stessa Telco nei giorni scorsi ha approfittato delle basse quotazioni raggiunte dal titolo per incrementare la partecipazione dal 23,6% al 24,5%. Tra gli investitori c’è attesa anche per il rinnovo del cda, che avverrà in occasione dell’assemblea dei soci del 14 aprile; entro la fine della settimana verranno presentate le liste. Sul mercato valutario l’euro è tornato a rafforzarsi contro il dollaro sfruttando le deboli indicazioni arrivate dal fronte macroeconomico americano: i prezzi delle abitazioni negli Usa sono diminuite del 10,7% a gennaio e l’indice che misura la fiducia dei consumatori è calato a 64,5 punti a marzo (ai minimi dal marzo 2003). Il cambio si è così portato oltre quota 1,56. fonte: www.borse.it
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