Archive for June, 2008

Jun 30 2008

Alitalia: ok soci a bilancio 2007, integrato cda con 2 nomine

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Alitalia: ok soci a bilancio 2007, integrato cda con 2 nomine
Alitalia ha comunicato che l’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007, rinviando a nuovo la perdita dallo stesso risultante di 483.269.037 euro. L’assemblea ha anche nominato, su proposta dell’azionista di maggioranza Ministero dell’Economia e delle Finanze, amministratori della società, ad integrazione del cda in carica, il prof. avv. Nunzio Guglielmino ed il dott. Tommaso Vincenzo Milanese.

France Telecom: ritirata offerta da 40 mld USD per TeliaSonera
France Telecom ha annunciato che non procederà con l’offerta d’acquisto da 40 mld di dollari per TeliaSonera in quanto non è stato possibile raggiungere un accordo amichevole con il board della società svedese. Il gruppo francese ha precisato che il mancato acquisto di TeliaSonera non comprometterà il raggiungimento degli obiettivi strategici fissati.

Rio Tinto: Lakshmi Mittal potrebbe acquistare partecipazione
Secondo indiscrezioni di mercato, Lakshmi Mittal sarebbe interessato ad acquistare una partecipazione in Rio Tinto, società finita nel mirino di Bhp Billiton. Mittal è il principale azionista di ArcelorMittal, uno dei maggiori produttori mondiali di acciaio.

Sopaf: cedute 4 partecipazioni a Vintage Fund per 38,9 mln euro
Sopaf ha reso noto di avere firmato un accordo che prevede la cessione di quattro partecipazioni industriali, detenute in modo diretto ed indiretto, ad un fondo di nuova costituzione. Gli investitori iniziali del fondo saranno: Paul Capital Partners IX e Sopaf SpA (con una partecipazione pari al 5% del Fondo per un impegno complessivo di circa 2,5 milioni di euro). Il fondo di diritto estero denominato “Vintage Fund” acquisirà da Sopaf partecipazioni nel capitale sociale nelle seguenti società: AFT SpA, Green Bit SpA, Sila Holding Industriale SpA e Res Finco AG. Il prezzo di cessione per l’intero portafoglio ammonta a 38,9 milioni di euro e l’accordo prevede a favore di Sopaf clausole di earn-out legate ai valori e ai tempi dei successivi disinvestimenti da parte del Fondo. Inoltre il Fondo riceverà impegni aggiuntivi dagli investitori pari a 12,5 milioni di euro per permettere ulteriori investimenti sul portafoglio. L’operazione rientra nella strategia di razionalizzazione d elle partecipazioni industriali che Sopaf ha avviato nel corso del 2007 e comporta un impatto positivo sulla posizione finanziaria netta di circa 36,5 milioni di euro al closing, previsto entro il mese di luglio 2008.

Petrolio: prezzo Opec sale a 135,31 USD al barile
L’Opecna ha comunicato che il prezzo del petrolio Opec è salito venerdì a 135,31 dollari al barile dai 130,77 di giovedì scorso.

Chiusura Borse Usa
I problemi del settore bancario, l’ennesimo record del greggio (ha superato anche i 142 dollari al barile) e le difficoltà dell’economia statunitense (l’indice calcolato dall’Università del Michigan che misura la fiducia dei consumatori si è attestato a giugno ai minimi degli ultimi 28 anni) hanno condizionato ancora una volta l’operatività a Wall Street: il Dow Jones ha perso lo 0,93% a 11.346,5 punti, il Nasdaq lo 0,25% a 2.315,6 punti e lo S&P500 lo 0,37% a 1.278,4 punti. Le vendite sono state innescate da una serie di report negativi su Lehman Brothers (-1,59%), Merrill Lynch (-1,06%) e Morgan Stanley (-0,33%) che hanno contribuito ad aumentare le incertezze sul reale stato di salute delle aziende del comparto. Altre indicazioni negative sono arrivate dal settore immobiliare: KB Home (-2,26%), una delle principali società di costruzioni Usa, ha reso noto di avere chiuso il trimestre con ricavi in calo di oltre il 50% e con una perdita salita a 255,9 mln da 148,7 mln. Ha m esso a segno un timido rimbalzo General Motors (+1,05%) dopo il tonfo della vigilia. Tra i tecnologici è stata una giornata negativa per Palm (-8,26%) e Research in Motion (-2,01%).

Dati di chiusura
Si è chiusa un’altra giornata difficile per i mercati azionari europei, caratterizzata dall’ennesimo record del petrolio (ha superato anche i 142 dollari al barile) e dalle solite preoccupazioni sulla congiuntura economica mondiale: a Milano il Mibtel ha perso lo 0,45%, a Francoforte il Dax ha ceduto lo 0,58%, a Londra il Ftse 100 ha registrato un +0,11% e a Parigi il Cac 40 ha archiviato un -0,65%. I report negativi di Lehman Brothers su Merrill Lynch (ha rivisto al rialzo le stime sulle svalutazioni del secondo trimestre a 5,4 mld da 3 mld) e di Citigroup su Barclays (potrebbe avere bisogno di un altro aumento di capitale per complessivi 18 mld di dollari) hanno messo sotto pressione i bancari. A Piazza Affari Bca Mps ha perso il 2,63%, Bca Pop Milano il 3,20% e Unicredit l’1,75%. Hanno chiuso in deciso calo anche gli editoriali a causa del giudizio negativo rilasciato da Citigroup su diverse società del settore: L’Espresso ha archiviato un -1,89%, Mondadori un -1,17% e Rcs un -2,82%. Hanno recuperato terreno alcuni industriali dopo le pesanti perdite della vigilia: Fiat ha guadagnato l’1,37%, Italcementi l’1,92% e Prysmian l’1,76%. Si sono messi in evidenza anche i petroliferi con Tenaris (+4,49%) e Saipem (+2,62%). Sul mercato valutario non ci sono stati particolari movimenti: il cambio euro/USD si è mosso attorno a quota 1,5750.

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Jun 27 2008

Finmeccanica: cda chiederà a soci delega per aumento capitale da 1,4 mld euro

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Finmeccanica: cda chiederà a soci delega per aumento capitale da 1,4 mld euro
Finmeccanica ha comunicato che il cda ha deliberato di proporre alla prossima assemblea straordinaria degli azionisti l’attribuzione della delega allo stesso consiglio di amministrazione ad aumentare il capitale sociale a pagamento e in via scindibile per un importo complessivo massimo, comprensivo di sovrapprezzo, di 1,4 miliardi di euro. L’aumento di capitale potrà aver luogo mediante emissione di azioni ordinarie da offrire in opzione agli azionisti. L’aumento di capitale rientra nell’ambito della complessiva operazione di finanziamento collegata all’acquisizione di Drs Technologies. Finmeccanica ha annunciato lo scorso 13 maggio l’acquisizione per un importo di 81 dollari per azione in contanti di Drs Technologies, azienda statunitense leader nel settore dei servizi e dei prodotti elettronici integrati per la difesa, che nell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2008 ha registrato ricavi per 3,3 miliardi di dollari e un ebita pari a 390 milioni.

Giappone: inflazione core maggio vola all’1,5%, max da 10 anni
L’ufficio di statistica del Giappone ha comunicato che i prezzi al consumo a maggio sono aumentati dello 0,8% su mese e dell’1,3% su anno. L’inflazione core, che esclude cibi freschi ed energia, si è attestata all’1,5%, ai massimi dal marzo 1998.

Risanamento: prosegue programma dismissioni di immobili
Risanamento ha comunicato che il cda si è riunito per analizzare lo stato di avanzamento dell’annunciato programma di dismissioni ed al riguardo ha constato quanto segue: “Primari operatori internazionali hanno manifestato interesse all’acquisto dell’area Falck in Sesto San Giovanni e di quella di Milano Santa Giulia; anche un primario gruppo olandese specializzato nello sviluppo dei centri commerciali, ha manifestato il proprio interesse ad entrare in partnership nello sviluppo del comparto commerciale dell’area Milano Santa Giulia; è stato conferito a Cushman & Wakefield un mandato in esclusiva, per la vendita del complesso immobiliare dato in locazione a Sky, nel comparto sud del progetto di sviluppo integrato Milano Santa Giulia, ormai in fase di avanzato sviluppo; nei prossimi giorni verrà conferito mandato ad un primario Broker internazionale per la vendita dell’immobile sito in New York, 660 Madison Avenue, di complessivi metri quadri 24.000 circa, interamente locati a d uso uffici; sono stati stipulati contratti preliminari vincolanti per la vendita di vari immobili compresi nel portafoglio di trading tra i quali, in particolare, il pacchetto di 55 agenzie bancarie, distribuite sul territorio nazionale, per un valore totale di circa 76 milioni di euro (al netto del rimborso dei finanziamenti in essere sugli immobili l’operazione genererà liquidità per circa 25 mln e produrrà una plusvalenza)”.

Terna: ottenuti finanziamenti per complessivi 1,15 mld di euro
Terna ha reso noto di avere sottoscritto un prestito bancario di ammontare pari a 650 milioni di euro con un sindacato formato da Bbva, Société Générale, Bnp Paribas, Bank of Tokyo-Mitsubishi e Dexia Crediop ed una linea di credito rotativa di ammontare pari a 500 milioni di euro con Royal Bank of Scotland e Banco Santander. Il prestito sindacato avrà una durata di 7 anni e sarà rimborsato a scadenza. Il costo di utilizzo è pari a 50 punti base sopra l’euribor e potrà variare in base al merito di credito assegnato alla società dalle agenzie di rating. La linea di credito rotativa sarà disponibile per 5 anni ed è caratterizzata da un costo di utilizzo pari a 70 punti base sopra l’euribor che potrà variare in base alla percentuale di utilizzo ed al merito di credito assegnato alla società dalle agenzie di rating. “Entrambe le linee, insieme alle facilitazioni di credito già esistenti e non ancora utilizzate, consentono a Terna la necessaria flessibilità per coprire il fabbisogn o finanziario previsto dal piano industriale” ha commentato la società.

Fiat: acquistate 2,87 mln di azioni proprie a 10,51 euro
Fiat ha reso noto di avere acquistato ieri 2.870.000 azioni ordinarie proprie al prezzo medio unitario di 10,5174 euro al lordo delle commissioni. L’operazione rientra nell’ambito del programma di acquisto azioni proprie varato nell’aprile 2007 e rinnovato lo scorso 31 marzo. Dall’aprile 2007 la società ha acquistato 37,270 milioni azioni ordinarie proprie per un investimento complessivo di 664,6 milioni di euro.

Chiusura Borse Usa
La nuova fiammata del greggio (salito oltre i 140 dollari al barile dopo che il presidente dell’Opec ha ipotizzato il raggiungimento di quota 170 USD nel corso dell’estate), il report negativo di Goldman Sachs su Citigroup (-6,26%, potrebbe annunciare svalutazioni per altri 9 mld di dollari nel secondo trimestre) e Merrill Lynch (-6,8%, sono possibili svalutazioni per altri 4,2 mld) e l’outlook deludente di Research in Motion (-13,26%) e di Oracle (-5,01%) sul trimestre in corso, hanno riacceso i timori degli operatori sull’economia statunitense (e mondiale) e sull’inflazione, innescando pesanti vendite a Wall Street: il Dow Jones ha perso il 3,03% a 11.453,4 punti, il Nasdaq il 3,33% a 2.321,4 punti e lo S&P 500 il 2,94% a 1.283,2 punti. Nemmeno i dati sul Pil del primo trimestre (rivisto a +1% da +0,9%) e sulle vendite di case esistenti (+2% a 4,99 mln di unità) sono riusciti a tranquillizzare gli investitori, che vedono avvicinarsi sempre di più il pericolo stagflazione. I l caro petrolio e la prospettiva di una crescita economica piatta hanno affossato i titoli del settore auto: General Motors ha perso il 10,77% attestandosi sui livelli del 1955. La società è arrivata a capitalizzare appena 7 mld di dollari. Diversi analisti hanno manifestato dei dubbi sulla solvibilità del gruppo nei prossimi anni. Le rassicurazioni della società non sono bastate per tranquillizzare il mercato. Goldman Sachs ha tagliato il rating di GM a sell e il prezzo obiettivo a 11 dollari. Le considerazioni di Goldman Sachs su Citigroup e Merill Lynch hanno favorito le vendite sui titoli finanziari: JP Morgan ha ceduto il 4,19%, Morgan Stanley il 3,54%, Bank of America il 6,76% e American Express il 5,01%. Hanno chiuso in calo anche i petroliferi nonostante il nuovo record storico dell’oro nero (140,39 USD al barile): Chevron ha archiviato un -1,96% ed Exxon Mobil un -1,36%.

Dati di chiusura
L’outlook deludente di Research in Motion e di Oracle sul trimestre in corso, il report negativo di Goldman Sachs su Citigroup (potrebbe annunciare svalutazioni per altri 9 mld di dollari nel secondo trimestre) e Merrill Lynch (sono possibili svalutazioni per altri 4,2 mld) e la nuova fiammata del greggio (salito oltre i 138 dollari al barile dopo che il presidente dell’Opec ha ipotizzato il raggiungimento di quota 170 USD nel corso dell’estate) hanno riacceso i timori degli operatori sull’economia statunitense (e mondiale) e sull’inflazione, innescando pesanti vendite: a Milano il Mibtel ha perso l’1,95%, a Francoforte il Dax ha registrato un -2,39%, a Londra il Ftse100 ha ceduto lo 2,61% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un -2,43%. Nemmeno i dati americani sul Pil del primo trimestre (rivisto a +1% da +0,9%) e sulle vendite di case esistenti (+2% a 4,99 mln di unità) sono riusciti a tranquillizzare gli investitori, che vedono avvicinarsi sempre di più il pericolo stagflazio ne. Il rapporto di Goldman Sachs su Citigroup e Merrill Lynch ha affossato il settore anche in Europa. A Piazza Affari Unicredit ha perso il 4,29% (il piano industriale 2008-2010 punta ad una crescita annua dell’utile per azione del 10-12%), Bca Pop Milano il 5,5%, Banco Popolare il 3,99% e Bca Mps il 3,36%. L’ennesimo balzo del petrolio (favorito anche dal dollaro debole) e il giudizio negativo di Goldman Sachs su General Motors (sell con target price di 11 USD) hanno penalizzato il comparto auto, con Fiat che ha ceduto il 7,12%. La prospettiva di un’economia mondiale stagnante ha spinto i traders a vendere i titoli delle società maggiormente legate al ciclo economico: L’Espresso ha archiviato un -4,62%, Geox un -3,92%, Impregilo un -7,04%, Luxottica un -5,68% e Prysmian un -3,85%. Tra i pochi titoli a muoversi in controtendenza spicca il +2,18% di Tenaris. Sul mercato valutario l’euro è tornato a rafforzarsi contro il dollaro arrivando a testare quota 1,5750.

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Jun 26 2008

Unicredit: piano 2008-2010 punta a crescita annua eps del 10-12%

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Unicredit: piano 2008-2010 punta a crescita annua eps del 10-12%
Unicredit ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha approvato il piano strategico 2008-2010. Nell’area del Centro ed Est Europa (CEE) il gruppo realizzerà una significativa espansione della rete, mentre nei mercati dell’Europa Occidentale l’attenzione sarà puntata su razionalizzazione, efficienza e controllo dei costi. Nel periodo preso in esame è prevista una crescita annua dei ricavi del 6,7% e dei costi del 3,4%. Il cost/income dovrebbe calare dal 56 al 51% mentre i profitti per azione (eps), escludendo gli utili straordinari, dovrebbero aumentare del 10-12% annuo (Cagr). E’ quindi attesa una rilevante creazione di valore: l’Eva crescerà nei prossimi tre anni di oltre il 60% raggiungendo 4,8 miliardi di euro. Per l’esercizio in corso il gruppo ha confermato l’obiettivo di un eps di 0,52-0,56 euro.

Usa: Fed lascia tassi al 2%, preoccupa inflazione
La Federal Reserve ha comunicato che il comitato direttivo ha deciso di lasciare i tassi d’interesse invariati al 2%. La decisione è stata presa con il voto contrario di Richard Fisher, presidente della Fed di Dallas, che si è detto favorevole per un aumento immediato del costo del denaro per fronteggiare le maggiori pressioni inflazionistiche. “Anche se restano i rischi al ribasso per la crescita economica, questi sembrano essere diminuiti. Sono aumentati invece i rischi per un aumento dell’inflazione e delle aspettative d’inflazione” ha sottolineato la Fed nel comunicato che ha accompagnato la decisione.

Research in Motion: utile trim1 vola a 482,5 mln USD, delude outlook trim.2
Research in Motion ha reso noto di avere chiuso il primo trimestre dell’esercizio in corso con ricavi pari a 2,24 mld di dollari, in crescita rispetto agli 1,1 mld del corrispondente periodo dello scorso anno, e con un utile netto in aumento del 116% a 482,5 mln, pari a 84 cents per azione. Gli analisti avevano previsto in media un utile per azione di 85 centesimi. Per il secondo trimestre la società ha stimato ricavi compresi tra 2,55 e 2,65 mld di dollari e un utile per azione tra 84 e 89 centesimi. Tale indicazioni si sono rivelate inferiori alle aspettative degli analisti e il mercato ha punito il titolo in after hours.

Oracle: utile netto trim.4 +27% a 2 mld, atteso rallentamento vendite in trim.1
Oracle ha reso noto di avere chiuso il quarto trimestre dell’esercizio con ricavi pari a 7,2 mld di dollari, in crescita rispetto ai 5,9 mld del corrispondente periodo dello scorso anno, e con un utile netto, escluse le componenti non ricorrenti, in aumento del 27% a 2 mld, pari a 47 centesimi per azione. Entrambi i dati sono migliori delle attese degli analisti. Le vendite di nuove licenze software sono aumentate del 27% a 3,14 mld di dollari. Per il trimestre in corso la società ha previsto un rallentamento delle vendite di nuove licenze a causa di fattori stagionali e di un contesto economico piuttosto difficile: la crescita è attesa tra il 10 e il 20%.

Nike: utile netto trim.1 +12% a 490,5 mln USD
Nike ha reso noto di avere chiuso il quarto trimestre dell’esercizio fiscale con un utile netto in aumento del 12% a 490,5 mln di dollari, pari a 98 centesimi per azione. Gli analisti avevano previsto in media un utile per azione di 96 centesimi.

Chiusura Borse Usa
Dopo i ribassi delle ultime sedute, Wall Street è riuscita ad archiviare un timido recupero aiutata dalla frenata delle quotazioni del greggio (ha chiuso a 134,55 USD) innescata dai dati settimanali sulle scorte di petrolio negli Usa (+800 mila barili contro attese pari a -900 mila): il Dow Jones ha guadagnato lo 0,04% a 11.811,8 punti, il Nasdaq l’1,39% a 2.401,3 punti e lo S&P 500 lo 0,58% a 1.322 punti. L’attenzione degli operatori è stata catalizzata dalla Fed: la Banca Centrale americana ha deciso di lasciare i tassi d’interesse invariati al 2%, ma ha confermato le preoccupazioni per le crescenti pressioni inflazionistiche preparando di fatto il terreno per possibili aumenti del costo del denaro nei prossimi mesi nonostante la debolezza dell’economia statunitense (gli ordini di beni durevoli a maggio hanno mostrato una variazione nulla e le vendite di nuove case sono diminuite del 2,5%). Tra i titoli che si sono messi in evidenza segnaliamo: Boeing (ha perso il 7% dopo l a decisione di Goldman Sachs di tagliare il giudizio sulla società a sell da neutral), Monsanto (ha ceduto il 3,1% nonostante risultati trimestrali in forte crescita) e General Mills (ha archiviato un -1,9% dopo avere annunciato un calo dell’utile trimestrale).

Dati di chiusura
In attesa delle decisioni di politica monetaria della Fed, i listini del Vecchio Continente sono riusciti a mettere a segno un deciso rimbalzo aiutati dal calo del prezzo del petrolio, sceso sotto i 133 dollari al barile dopo la pubblicazione dei dati sulle scorte settimanali negli Usa (+800 mila barili contro attese pari a -900 mila): a Milano il Mibtel ha guadagnato l’1,35%, a Francoforte il Dax ha registrato un +1,25%, a Londra il Ftse100 ha messo a segno un +0,56% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un +1,40%. La brusca discesa delle quotazioni del greggio ha contribuito ad allentare le tensioni sul fronte inflazione e fatto scattare le ricoperture sui titoli maggiormente penalizzati di recente, a partire dagli industriali. A Piazza Affari Fiat ha guadagnato il 4,58%, Finmeccanica il 7,81%, Impregilo l’8,14%, Prysmian il 4,45% e Luxottica il 7,82% (ha confermato i target per l’esercizio in corso). Discreti rialzi sono stati registrati anche tra i bancari: Bca Pop Milano ha messo a segno un +2,75%, Bca Mps il 3,07%, Banco Popolare il 3,37% e Unicredit l’1,75%. Nemmeno le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Bce davanti al Parlamento europeo sono riuscite ad innervosire gli operatori: Trichet ha ribadito che i rischi sono al rialzo per l’inflazione e che è probabile un aumento del costo del denaro (ha però sottolineato che non si tratta del primo di una serie di rialzi). Sul mercato valutario il cambio euro/USD si è mosso tra 1,5550 e 1,56: i traders hanno preferito rimanere alla finestra in attesa di conoscere le mosse della Federal Reserve sui tassi d’interesse negli Usa. I dubbi degli operatori non riguardano tanto le decisioni di questa sera (le aspettative sono per tassi fermi al 2%) quanto l’orientamento futuro della Banca Centrale americana, che si trova nella scomoda posizione di scegliere tra il rischio di un’inflazione fuori controllo (mantenendo il costo del denaro basso) e quello di una profonda recessione (alzando il costo del denaro).

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Jun 25 2008

Luxottica: confermati target 2008

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Luxottica: confermati target 2008
Luxottica ha annunciato che giovedì 26 giugno terrà una conference call con la comunità finanziaria per illustrare le dinamiche del nuovo Gruppo nato con l’ingresso di Oakley. La società ha anticipato che durante la conference call verranno fornite indicazioni sul secondo trimestre dell’anno e confermate le previsioni precedentemente annunciate per l’intero 2008.

Fiat: acquistate 2,86 mln di azioni ordinarie a 10,83 euro
Fiat ha reso noto di avere acquistato ieri 2.860.000 azioni ordinarie proprie al prezzo medio unitario di 10,8396 euro. L’operazione rientra nell’ambito del programma di acquisto azioni proprie varato nell’aprile 2007 e rinnovato lo scorso 31 marzo. Dall’aprile 2007 la società ha acquistato 34,4 milioni di azioni ordinarie per un investimento complessivo di 634 milioni di euro.

MolMed: accordo con Avecia per produzione di Arenegyr
MolMed, società biofarmaceuticà focalizzata sullo sviluppo di nuove terapie antitumorali, ha comunicato di avere sottoscritto un accordo con Avecia Ltd per la produzione di Arenegyr, il nuovo farmaco antitumorale della società attualmente in sperimentazione clinica di Fase I e II in diversi tipi di tumori solidi. Avecia ottimizzerà ulteriormente il processo di fabbricazione del farmaco su scala industriale e produrrà Arenegyr per le previste sperimentazioni cliniche di Fase III presso l’impianto di Avecia Biologics a Billingham. MolMed disporrà così di un processo di fabbricazione adeguato a supportare la futura commercializzazione del farmaco.

Erg: JP Morgan alza target price a 16,5 euro
JP Morgan ha reso noto di avere alzato il prezzo obiettivo di Erg a 16,5 euro dai 15,2 indicati in precedenza.

Fondiaria-Sai: Goldman Sachs alza giudizio a neutral
Goldman Sachs ha reso noto di avere alzato il giudizio su Fondiaria-Sai a neutral da sell.

Chiusura Borse Usa
Si è chiusa un’altra giornata difficile per Wall Street, nel corso della quale l’operatività è stata condizionata dalla nuova fiammata del greggio (tornato a testare i 138 dollari al barile) innescata dalle tensioni tra Iran ed Israele, e dalle preoccupazioni per le critiche condizioni dell’economia americana (i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,3% ad aprile nelle 20 maggiori aree metropolitane Usa; l’indice che misura la fiducia dei consumatori statunitensi è sceso ai minimi dal 1992): il Dow Jones ha perso lo 0,29% a 11.807,4 punti, il Nasdaq lo 0,73% a 2.368,28 punti e lo S&P 500 lo 0,28% a 1.314,3 punti. In questo contesto sono aumentati i dubbi dei traders sull’orientamento di politica monetaria della Fed: nelle ultime settimane diversi esponenti della Federal Reserve hanno manifestato i loro timori per le forti pressioni inflazionistiche innescate dai prezzi record delle commodities; allo stesso tempo, però, si sono detti preoccupati per il rallentamento del la crescita economica determinato dai problemi del mercato immobiliare e del credito. Gli operatori danno per scontato il fatto che questa sera la Banca Centrale Usa lascerà i tassi fermi al 2%; le incertezze sono legate, invece, alle prossime mosse. La contemporanea presenza di problemi dal lato dei prezzi e da quello della crescita economica (il pericolo stagflazione è quindi concreto) mette la Fed nella scomoda posizione di scegliere tra il rischio di un’inflazione fuori controllo (mantenendo il costo del denaro basso) e quello di una profonda recessione (alzando il costo del denaro). Segnali poco incoraggianti sulle prospettive della congiuntura statunitense sono arrivati anche dal fronte societario: Ups (-6,1%) ha rivisto al ribasso le stime sull’utile del secondo trimestre e Dow Chemical (-2,76%) ha annunciato un aumento dei prezzi dei propri prodotti a causa dei maggiori costi delle materie prime, segno che le società iniziano a trasferire gli incrementi dei prezzi al la produzione sui clienti (alimentando così le pressioni inflazionistiche). Si è mossa in netta controtendenza Kodak con un +13,6% grazie al buyback annunciato. Hanno recuperato terreno anche i finanziari dopo le vendite degli ultimi giorni: Citigroup ha guadagnato l’1,26%, Bank of America il 2,86%, JP Morgan il 2,31% e Lehman Brothers il 6,80%.

Dati di chiusura
Si è chiusa un’altra giornata difficile per i mercati azionari europei, nel corso della quale l’operatività è stata condizionata dalla nuova fiammata del greggio (tornato a testare i 138 dollari al barile) innescata dalle tensioni tra Iran ed Israele, e dalle preoccupazioni per le critiche condizioni dell’economia americana (i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,3% ad aprile nelle 20 maggiori aree metropolitane Usa; l’indice che misura la fiducia dei consumatori statunitensi è sceso ai minimi dal 1992). In questo contesto sono aumentati i dubbi dei traders sull’orientamento di politica monetaria della Fed: gli operatori danno per scontato il fatto che domani la Banca Centrale Usa lascerà i tassi fermi al 2%; le incertezze sono legate, invece, alle prossime mosse. Nelle ultime settimane diversi esponenti della Federal Reserve hanno manifestato i loro timori per le forti pressioni inflazionistiche innescate dai prezzi record delle commodities; allo stesso tempo, però, si sono detti preoccupati per il rallentamento della crescita economica determinato dai problemi del mercato immobiliare e del credito. Il pericolo stagflazione ha spinto gli investitori a chiudere le posizioni: a Milano il Mibtel ha perso lo 0,81%, a Francoforte il Dax ha registrato un -0,81%, a Londra il Ftse100 ha ceduto lo 0,57% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un -0,83%. Le vendite hanno colpito soprattutto i titoli delle società maggiormente legate al ciclo economico. A Piazza Affari Fiat ha perso il 7,93%, Prysmian il 4,31%, Luxottica il 3,37% e Mondadori il 2,63%. Si sono difesi i telefonici con Telecom Italia che ha archiviato un +1,99%. Si sono mossi in controtendenza i finanziari dopo i ribassi delle ultime sedute: Bca Mps ha guadagnato il 5,20%, Mediobanca l’1,34% ed Unipol il 2,16%. Hanno chiuso in calo, invece, gli energetici: A2A ha ceduto il 3,16%, Enel il 2,37% ed Eni lo 0,92%. Si è messa in luce Saipem con un +1,37% grazie al contratto da 1 mld di euro ot tenuto per la posa del gasdotto Nord Stream. Sul mercato valutario l’euro è tornato a superare quota 1,56 contro il dollaro approfittando dei deboli dati sulla congiuntura Usa.

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Jun 19 2008

Alitalia: ok soci a bilancio 2007, integrato cda con 2 nomine

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Alitalia: ok soci a bilancio 2007, integrato cda con 2 nomine
Alitalia ha comunicato che l’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007, rinviando a nuovo la perdita dallo stesso risultante di 483.269.037 euro. L’assemblea ha anche nominato, su proposta dell’azionista di maggioranza Ministero dell’Economia e delle Finanze, amministratori della società, ad integrazione del cda in carica, il prof. avv. Nunzio Guglielmino ed il dott. Tommaso Vincenzo Milanese.

France Telecom: ritirata offerta da 40 mld USD per TeliaSonera
France Telecom ha annunciato che non procederà con l’offerta d’acquisto da 40 mld di dollari per TeliaSonera in quanto non è stato possibile raggiungere un accordo amichevole con il board della società svedese. Il gruppo francese ha precisato che il mancato acquisto di TeliaSonera non comprometterà il raggiungimento degli obiettivi strategici fissati.

Rio Tinto: Lakshmi Mittal potrebbe acquistare partecipazione
Secondo indiscrezioni di mercato, Lakshmi Mittal sarebbe interessato ad acquistare una partecipazione in Rio Tinto, società finita nel mirino di Bhp Billiton. Mittal è il principale azionista di ArcelorMittal, uno dei maggiori produttori mondiali di acciaio.

Sopaf: cedute 4 partecipazioni a Vintage Fund per 38,9 mln euro
Sopaf ha reso noto di avere firmato un accordo che prevede la cessione di quattro partecipazioni industriali, detenute in modo diretto ed indiretto, ad un fondo di nuova costituzione. Gli investitori iniziali del fondo saranno: Paul Capital Partners IX e Sopaf SpA (con una partecipazione pari al 5% del Fondo per un impegno complessivo di circa 2,5 milioni di euro). Il fondo di diritto estero denominato “Vintage Fund” acquisirà da Sopaf partecipazioni nel capitale sociale nelle seguenti società: AFT SpA, Green Bit SpA, Sila Holding Industriale SpA e Res Finco AG. Il prezzo di cessione per l’intero portafoglio ammonta a 38,9 milioni di euro e l’accordo prevede a favore di Sopaf clausole di earn-out legate ai valori e ai tempi dei successivi disinvestimenti da parte del Fondo. Inoltre il Fondo riceverà impegni aggiuntivi dagli investitori pari a 12,5 milioni di euro per permettere ulteriori investimenti sul portafoglio. L’operazione rientra nella strategia di razionalizzazione d elle partecipazioni industriali che Sopaf ha avviato nel corso del 2007 e comporta un impatto positivo sulla posizione finanziaria netta di circa 36,5 milioni di euro al closing, previsto entro il mese di luglio 2008.

Petrolio: prezzo Opec sale a 135,31 USD al barile
L’Opecna ha comunicato che il prezzo del petrolio Opec è salito venerdì a 135,31 dollari al barile dai 130,77 di giovedì scorso.

Chiusura Borse Usa
I problemi del settore bancario, l’ennesimo record del greggio (ha superato anche i 142 dollari al barile) e le difficoltà dell’economia statunitense (l’indice calcolato dall’Università del Michigan che misura la fiducia dei consumatori si è attestato a giugno ai minimi degli ultimi 28 anni) hanno condizionato ancora una volta l’operatività a Wall Street: il Dow Jones ha perso lo 0,93% a 11.346,5 punti, il Nasdaq lo 0,25% a 2.315,6 punti e lo S&P500 lo 0,37% a 1.278,4 punti. Le vendite sono state innescate da una serie di report negativi su Lehman Brothers (-1,59%), Merrill Lynch (-1,06%) e Morgan Stanley (-0,33%) che hanno contribuito ad aumentare le incertezze sul reale stato di salute delle aziende del comparto. Altre indicazioni negative sono arrivate dal settore immobiliare: KB Home (-2,26%), una delle principali società di costruzioni Usa, ha reso noto di avere chiuso il trimestre con ricavi in calo di oltre il 50% e con una perdita salita a 255,9 mln da 148,7 mln. Ha m esso a segno un timido rimbalzo General Motors (+1,05%) dopo il tonfo della vigilia. Tra i tecnologici è stata una giornata negativa per Palm (-8,26%) e Research in Motion (-2,01%).

Dati di chiusura
Si è chiusa un’altra giornata difficile per i mercati azionari europei, caratterizzata dall’ennesimo record del petrolio (ha superato anche i 142 dollari al barile) e dalle solite preoccupazioni sulla congiuntura economica mondiale: a Milano il Mibtel ha perso lo 0,45%, a Francoforte il Dax ha ceduto lo 0,58%, a Londra il Ftse 100 ha registrato un +0,11% e a Parigi il Cac 40 ha archiviato un -0,65%. I report negativi di Lehman Brothers su Merrill Lynch (ha rivisto al rialzo le stime sulle svalutazioni del secondo trimestre a 5,4 mld da 3 mld) e di Citigroup su Barclays (potrebbe avere bisogno di un altro aumento di capitale per complessivi 18 mld di dollari) hanno messo sotto pressione i bancari. A Piazza Affari Bca Mps ha perso il 2,63%, Bca Pop Milano il 3,20% e Unicredit l’1,75%. Hanno chiuso in deciso calo anche gli editoriali a causa del giudizio negativo rilasciato da Citigroup su diverse società del settore: L’Espresso ha archiviato un -1,89%, Mondadori un -1,17% e Rcs un -2,82%. Hanno recuperato terreno alcuni industriali dopo le pesanti perdite della vigilia: Fiat ha guadagnato l’1,37%, Italcementi l’1,92% e Prysmian l’1,76%. Si sono messi in evidenza anche i petroliferi con Tenaris (+4,49%) e Saipem (+2,62%). Sul mercato valutario non ci sono stati particolari movimenti: il cambio euro/USD si è mosso attorno a quota 1,5750.

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Jun 04 2008

maggio Auto Italia: immatricolazioni in calo

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Auto Italia: immatricolazioni maggio -17,56%, Fiat -12,6%
Il ministero dei Trasporti ha comunicato che le immatricolazioni di auto in Italia sono diminuite del 17,56% a maggio a 20.607 unità (-2,86% ad aprile; -10,4% nei primi cinque mesi). Nello stesso periodo le immatricolazioni di Fiat sono diminuite del 12,6% a 66.827 unità (+1,43% ad aprile; -9,34% nei primi cinque mesi). La quota di mercato del Lingotto è scesa al 32,67% dal 33,6% di aprile (31,87% nei primi cinque mesi del 2008 e 31,63% nei primi cinque mesi del 2007).

Alitalia: cda nomina Intesa Sanpaolo advisor per ricerca acquirente
Alitalia ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha preso atto del decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 maggio 2008 e delle determinazioni assunte in proposito dallo stesso Consiglio dei Ministri in pari data. Il cda ha quindi nominato Intesa Sanpaolo quale soggetto preposto ad assistere la società nella ricerca di un’offerta finalizzata ad acquisirne il controllo.

Lehman Brothers: allo studio cessione assets richiosi, no problemi di liquidità
Lehman Brothers ha comunicato di avere in corso contatti per cedere le attività iscritte a bilancio considerate più rischiose. Nelle ultime sedute sono circolati rumors su problemi di liquidità per la banca americana (ieri sono girate indiscrezioni su un aumento di capitale da 3-4 mld di dollari e sulla chiusura del trimestre in perdita) che hanno fortemente penalizzato il titolo, sceso ai minimi degli ultimi cinque anni. L’amministratore delegato, Paolo Tonucci, ha dichiarato che il gruppo non ha problemi di questo genere tanto che non ha dovuto nemmeno ricorrere ai finanziamenti della Fed. Tonucci ha aggiunto che il primo trimestre si chiuso con un liquidità pari a 34 mld di dollari, cifra che ha superato i 40 mld nel secondo trimestre.

Prysmian: siglato accordo da 135 mln USD con Petrobras
Prysmian, Gruppo tra i leader mondiali nel settore dei cavi e sistemi per energia e telecomunicazioni, ha annunciato di avere sottoscritto un accordo quadro della durata di 4 anni con la compagnia petrolifera brasiliana Petrobras, per la progettazione e la fornitura di flexible pipes, tubi e condotte flessibili ad alta tecnologia che vengono utilizzati per l’estrazione petrolifera offshore. Il valore iniziale delle forniture previste nell’accordo è di 135 milioni di dollari; nell’ambito degli accordi di collaborazione tecnica siglati con Petrobras sono previste ulteriori importanti forniture nell’arco dei quattro anni. “L’accordo con Petrobras rappresenta per Prysmian un importante passo avanti nell’espansione delle proprie attività nel settore delle tecnologie e prodotti per il settore dell’Oil Gas & Petrochemical e conferma l’impegno strategico del Gruppo a investire in business a valore aggiunto, con elevata redditività e livelli di tecnologia e know-how. L’avvio della pro duzione di tubi flessibili, affiancata all’attuale produzione di cavi ombelicali, consentirà infatti al Gruppo Prysmian di poter offrire una gamma completa di prodotti e servizi cosiddetti SURF (Subsea Umbilical, Riser and Flowline) agli operatori del settore OG&P” ha commentato la società. Per l’ingresso nel nuovo settore, Prysmian investirà circa 110 milioni di dollari per la costruzione di un nuovo stabilimento in Brasile. La capacità produttiva del nuovo impianto sarà in parte coperta dal primo accordo di fornitura con Petrobras e consentirà inoltre di far fronte agli ulteriori sviluppi del business. Il nuovo stabilimento si affiancherà all’impianto brasiliano specializzato nella produzione di cavi ombelicali sottomarini per il settore dell’O&GP, inaugurato all’inizio del 2007.

Auto Usa: vendite maggio GM -30,2%, Ford -19,1%
General Motors ha reso noto di avere chiuso il mese di maggio con un calo delle vendite negli Usa del 30,2% a 272.363 veicoli e con una quota di mercato scesa per la prima volta sotto il 20% (19%). Nello stesso periodo le vendite di Ford sono diminuite del 19,1% a 217.998 veicoli e quelle di Toyota hanno segnato una flessione del 7,9% a 257.404 veicoli. Le peggiori performance sono state registrate da truck e Suv per via del forte aumento del costo del carburante.

Chiusura Borse Usa
Chiusura negativa per i mercati azionari americani: il Dow Jones ha perso lo 0,81% a 12.402,85 punti, il Nasdaq lo 0,44% a 2.480,48 punti e lo S&P500 lo 0,58% a 1.377,65 punti. Dopo avere tentato un rimbalzo nelle prime battute Wall Street ha invertito rotta penalizzata dal tonfo del comparto petrolifero e di quello finanziario. Il settore oil ha risentito del deciso calo del prezzo del greggio (124 dollari al barile) sulla scia del forte apprezzamento del biglietto verde sui mercati valutari (il cambio euro/USD si è portato ad un passo da quota 1,54). Il rafforzamento della divisa statunitense è stato innescato dalle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Fed sui rischi che il dollaro debole pone in termini d’inflazione, parole che hanno spinto gli investitori a scommettere su un cambio di rotta nella politica monetaria statunitense (non sono da escludere aumenti dei tassi d’interesse dopo i drastici tagli di questi mesi). La caduta delle quotazioni del petrolio si è fatta sentire sui titoli del settore: ExxonMobil ha perso il 2,39% e Chevron l’1,52%. Si è chiusa un’altra giornata difficile per il comparto creditizio. I rumors su un possibile aumento di capitale da parte di Lehman Brothers (secondo tali indiscrezioni il trimestre potrebbe essersi chiuso in perdita, la prima da quando la società è quotata) hanno affossato il titolo (-9,52%) e alimentato vendite generalizzate: Merrill Lynch ha ceduto l’1,71%, Goldman Sachs l’1,02% e Morgan Stanley l’1,04%. Tra i titoli che si sono mossi in controtendenza spicca General Motors con un +0,8%: la società ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di 4 impianti di produzione di truck e Suv e il focus su auto a bassi consumi, maggiormente richieste dai clienti a causa degli alti costi del carburante. Il gruppo ha anche annunciato un calo delle vendite del 30% negli Usa a maggio. La giornata è stata positiva anche per Toll Brothers (+3%; ha chiuso il trimestre con perdite inferiori alle attese) e per Staples (+1,3%; ha rivisto al rialzo l’offerta d’acquisto per la rivale olandese Corporate Express). Dati incoraggianti sono arrivati dal fronte macroeconomico: gli ordini all’industria ad aprile sono aumentati dell’1,1% contro attese pari a -0,1%. Statistiche importanti sono attese per oggi: produttività e costo del lavoro nel primo trimestre, Ism non manifatturiero di maggio, rapporto Adp sui posti di lavoro creati a maggio dalle imprese del settore privato e scorte settimanali di greggio.

Dati di chiusura
Dopo i pesanti ribassi della vigilia i listini del Vecchio Continente sono riusciti a mettere a segno un timido rimbalzo: a Milano il Mibtel ha guadagnato lo 0,42%, a Francoforte il Dax ha registrato un +0,15%, a Londra il Ftse100 ha messo a segno un +0,83% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un +0,98%. La situazione sui mercati resta comunque piuttosto tesa: continuano infatti a pesare i problemi del settore immobiliare e di quello creditizio e il pericolo inflazione. Piazza Affari ha tratto beneficio dal deciso recupero delle utilities dopo le vendite di ieri: Terna ha guadagnato il 2,03%, A2A il 4%, Enel lo 0,71% e Snam RG l’1,37%. Si sono messi in evidenza anche i telefonici, con Tiscali che ha archiviato un +10,10%: secondo indiscrezioni riportate da organi di stampa, Vodafone sarebbe pronta a lanciare un’offerta d’acquisto del valore di 2,8 euro per azione. Ha chiuso in deciso calo Alitalia (-7,1%): si sta facendo più insistente il pressing dei concorrenti europei per un intervento della Ue sul prestito da 300 mln di euro (poi trasformato in patrimonio netto) concesso dallo Stato italiano alla compagnia di bandiera per evitarne il fallimento. Resta aperta la ricerca di un acquirente, operazione che sembra essere sempre più difficile dopo il fallimento delle trattative con Air France-Klm. Sul mercato valutario ci sono stati movimenti piuttosto interessanti. L’euro si è fortemente apprezzato contro il dollaro nella prima parte della giornata sulla scia delle indicazioni arrivate dal fronte macroeconomico europeo (il Pil del primo trimestre è stato rivisto a +0,8% da +0,7% e i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,8% ad aprile). Nel pomeriggio c’è stata una brusca inversione di tendenza che ha portato il cambio da 1,56 a 1,54. Il recupero del biglietto verde è stato innescato da alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente della Fed: Bernanke ha lanciato un allarme sui rischi che il dollaro debole pone in termini d’inflazione. Anche p er la Banca Centrale americana la lotta all’inflazione potrebbe diventare una priorità (così come lo è per la Bce) e questo potrebbe portare ad un cambio di rotta nella politica monetaria statunitense: non sono quindi da escludere aumenti dei tassi d’interesse dopo i drastici tagli di questi mesi. Il dollaro è stato aiutato anche dal positivo dato di aprile sugli ordini all’industria negli Usa: +1,1% contro attese pari a -0,1%.

Fonte:www.borse.it

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Jun 02 2008

Acsm: definite linee guida per aggregazione con Agam

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Terna: Fitch taglia rating a “A+/F1”
Fitch ha reso noto di avere tagliato il rating di lungo termine di Terna da “AA-” a “A+” e quello relativo al debito senior unsecured da “AA” a “AA-“. Il rating di breve termine è passato da “F1+” a “F1”. L’outlook è stabile. “Il limitato downgrade del rating di Terna, che rimane comunque di livello molto elevato ed uno dei migliori del settore, è motivato dall’incremento degli investimenti previsti dal piano di sviluppo della Rete Nazionale e dalla politica dei dividendi, che comporteranno un aumento del debito nei prossimi anni. Di conseguenza l’agenzia valuta possibile un peggioramento del profilo creditizio della società” ha spiegato Fitch.

Alitalia: liquidità aprile cala a 174 mln, debito stabile a 1,35 mld
Alitalia ha comunicato che la posizione finanziaria netta del Gruppo al 30 aprile 2008 era pari a -1.358 milioni di euro (-1.353 a fine marzo) e quella della capogruppo a -1.340 milioni (-1.347 milioni a fine marzo). Le disponibilità e i crediti finanziari a breve del Gruppo al 30 aprile 2008 ammontavano a 174 milioni contro i 180 mln di marzo.

Screen Service: utile netto primo semestre cala a 271 mila euro
Screen Service ha reso noto di avere chiuso il primo semestre del 2007/2008 con ricavi pari a 10,9 mln di euro, in deciso calo rispetto ai 21,5 mln del corrispondente periodo del precedente esercizio. “Tale situazione è attribuibile in prevalenza ad elementi congiunturali del mercato; in particolare, per quanto riguarda l’Italia, da rallentamenti dei piani di investimento influenzati anche dalla recente tornata elettorale e, per quanto riguarda i mercati esteri, dall’emergere di difficoltà nel finanziamento dei progetti” ha spiegato la società. L’ebitda è diminuito a 2 mln da 12 mln e il risultato operativo a 1,7 mln da 11,8 mln. L’utile netto si è attestato a 271 mila euro contro i 6,9 mln del primo semestre 2006/2007. La posizione finanziaria netta al 31 marzo 2008 era positiva per 4,9 mln (+7,9 mln a fine settembre 2007) a fronte di un patrimonio netto di 57,5 mln (58 mln a fine settembre 2007). “Alla data attuale la visibilità sul portafoglio ordini, sui contratti firmati ed in fase di negoziazione finale, è rappresentata da circa 24 milioni di euro (circa 6,6 milioni alla chiusura del primo semestre 2007). Pertanto, la flessione del volume di affari del primo semestre 2008 dovrebbe essere più che compensata nel corso del secondo semestre e la società ritiene che il volume d’affari dell’intero esercizio potrebbe essere sostanzialmente in linea con quanto realizzato nell’esercizio 2007” ha sottolineato Screen Service.

Kerself: acquistato 30% di Helios Technology, quota sale al 100%
Kerself ha reso noto di avere siglato un term sheet con Franco Traverso per l’acquisizione del 30% di Helios Technology, azienda leader in Italia nella produzione di celle e moduli fotovoltaici, per 20 mln di euro. A tale corrispettivo si potrebbe aggiungere una somma subordinatamente al verificarsi del rispetto degli impegni di fornitura di wafers previsti per l’anno 2010. L’operazione permetterà al gruppo di salire al 100% di Helios Tecnology. “L’incremento delle quote in Helios Technology consolida le strategie del Gruppo Kerself nel settore fotovoltaico mantenendo un importante rapporto con Franco Traverso, attivo sin dalla fine degli anni ’70 nel settore solare, che continuerà a svolgere il ruolo di consigliere con la delega per lo sviluppo delle nuove tecnologie della società ed a contribuire con il proprio know-how a supporto della strategia di crescita di Helios Technology” ha spiegato la società.

Acsm: definite linee guida per aggregazione con Agam
Acsm ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha approvato la struttura e le condizioni di massima per un’operazione di aggregazione con Agam Spa. Il progetto prevede la fusione per incorporazione di Agam in Acsm con un rapporto di cambio compreso tra 0,62 e 0,66 azioni Acsm per ogni azione Agam. La società risultante dalla fusione resterà quotata in Borsa. L’operazione comporterà il consolidamento del rapporto che entrambe le società intrattengono con A2A, che manterrà il ruolo di rilevante azionista della società confermando le partnership industriali attualmente in essere sia con Acsm che con Agam. Il completamento della fusione è atteso indicativamente entro la fine del 2008.

Chiusura Borse Usa
Chiusura contrastata venerdì per mercati azionari americani: il Dow Jones ha perso lo 0,06% a 12.638,32 punti, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,57% a 2.522,66 punti e lo S&P 500 ha archiviato un +0,15% a 1.400,38 punti. La seduta è stata condizionata da un lato dalle positive indicazioni arrivate dal fronte societario con i risultati trimestrali di Dell (+7,11%) e Tiffany (+2,7%), e dall’altro da quelle non entusiasmanti sulla congiuntura Usa (l’indice di fiducia calcolato dall’Università del Michigan si è attestato a maggio ai minimi dal 1980) che hanno confermato un quadro macroeconomico critico. Tra i titoli che si sono messi in evidenza segnaliamo: Us Airways (ha perso il 7,41% a causa della sospensione delle trattative con United Airlines per una possibile fusione), Aig (ha guadagnato l’1,87% dopo il giudizio positivo rilasciato da Morgan Stanley) e J Crew Group (ha ceduto il 20,55% dopo la raffica di giudizi negativi arrivati dalle banche d’affari).

Dati chiusura
Chiusura contrastata per i mercati azionari europei: a Milano il Mibtel ha guadagnato lo 0,17%, a Francoforte il Dax ha registrato un +0,59%, a Parigi il Cac 40 ha segnato un +0,77% mentre a Londra il Ftse 100 ha archiviato un -0,24%. I listini del Vecchio Continente hanno tratto beneficio dalle positive notizie arrivate dal fronte societario statunitense, con i risultati trimestrali migliori delle attese comunicati da Dell. Resta critico, invece, il quadro macroeconomico Usa: l’indice di fiducia dei consumatori calcolato dall’Università del Michigan si è attestato a maggio ai minimi dal 1980 (il dato è però migliore della lettura preliminare). Piazza Affari è stata trainata dal comparto bancario: spiccano infatti i rialzi di Unicredit +4,04%, Ubi Banca +2,92%, Banca Mps +3,17% e Intesa Sanpaolo +2,06%. Si sono mossi bene anche gli assicurativi: Mediolanum ha guadagnato il 5,06% dopo le positive parole dell’amministratore delegato, Ennio Doris, sull’andamento della raccolta a maggio e della crescita organica, e Fondiaria-Sai ha archiviato un +2,92% dopo che l’amministratore delegato Fausto Marchionni si è detto ottimista sul secondo trimestre confermando i target per fine 2008. Tra le utilities segnaliamo il balzo di A2A (+3,57%): l’assemblea ha approvato un dividendo di 0,097 euro per azione mentre ha rinviato la decisione in merito al programma di acquisto e disposizione di azioni proprie. E’ continuata la corsa dei titoli del cemento: Italcementi ha chiuso con un +3,25% e Buzzi Unicem con un +2,28%. Andamento negativo per il settore editoriale con L’Espresso che ha perso l’1,35% e Mondadori il 2,60%. Sul mercato valutario l’euro ha ripreso a rafforzarsi contro il dollaro e ha superato quota 1,555.

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Jun 01 2008

Banca Italease potenziale rischio di controparte per derivati pari a 400 mln

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Fiat: S&P alza rating lungo termine a BB+, outlook resta positivo
S&P ha reso noto di avere rivisto al rialzo il rating di lungo termine su Fiat a “BB+” da “BB”. Il rating a breve è stato confermato a “B”. L’outlook resta positivo. “Fiat ha dimostrato un’importante crescita degli utili e miglioramenti operativi. Questi sono stati raggiunti attraverso un incremento delle vendite sostenuto dal successo dei nuovi prodotti” ha spiegato S&P.

Banca Italease: potenziale rischio di controparte per derivati pari a 400 mln
Banca Italease ha comunicato che il potenziale rischio di controparte, riferibile a strumenti derivati con clientela, ammonta attualmente a 400 mln di euro contro i 225 mln (al netto del relativo stanziamento cautelativo pari a 8,3 milioni) di fine 2006. “Il monitoraggio della Direzione ha determinato l’avvio di contatti con i clienti titolari di detti contratti, al fine di addivenire alle più opportune decisioni a reciproca tutela” ha aggiunto la società. Il gruppo ha precisato che nel contesto riferibile al Gruppo Coppola non sono rilevate posizioni in derivati.

Alitalia: posizione finanziaria netta aprile stabile a -1.077 mln euro
Alitalia ha comunicato che a fine aprile l’indebitamento finanziario netto del gruppo era paria a 1.077 milioni di euro, in peggioramento di 5 mln di euro rispetto al dato di fine marzo. Sempre a fine aprile l’indebitamento finanziario netto della capogruppo ammontava a 1.050 mln, in peggioramento rispetto ai 1.041 mln di fine marzo.

Edison: S&P migliora outlook a positivo, rating confermato a BBB+
Standard&Poor’s ha reso noto di avere migliorato l’outlook su Edison a positivo da stabile. Il merito di credito a lungo termine è stato confermato a BBB+. “I giudizi riflettono il rafforzamento finanziario di Edison, la sua forte posizione nel settore dell’energia in Italia, nonché le favorevoli prospettive di crescita e il supporto assicurato dagli azionisti al piano di sviluppo della società” ha spiegato S&P.

Fondiaria-Sai: siglato accordo bancassurance Vita con Bpvn e Bpi
Banco Popolare di Verona e Novara (Bpvn), Banca Popolare Italiana (Bpi) e Fondiaria Sai hanno reso noto di avere sottoscritto un accordo per lo sviluppo di una partnership strategica in esclusiva nell’attività di bancassurance del Banco Popolare nel business Vita e Previdenza. L’accordo prevede la cessione da parte di Bpvn a Fondiaria-Sai di una partecipazione complessiva del 50% del capitale sociale di Bpv Vita al prezzo di 530 milioni di euro. Tale partecipazione verrà acquistata da Fondiaria-Sai per una quota del 35% del capitale da Bpvn al prezzo di 371 milioni e per una quota del 15% del capitale dal Credito Bergamasco al prezzo di 159 milioni. L’accordo di distribuzione tra Bpv Vita, che incorporerà Novara Vita, e le reti del Banco Popolare (gruppo che nascerà dalla fusione tra Bpvn e Bpi) avrà durata decennale rinnovabile per ulteriori periodi di 5 anni, e sarà in esclusiva a partire dal 1° gennaio 2008, fermi restando i residui accordi distributivi con Aviva (accordo non in esclusiva con scadenza a fine 2009) ed Aurora (accordo in esclusiva con scadenza a maggio 2008) a valere, rispettivamente, sugli sportelli Bpi e sugli sportelli “ex Reti Bancarie”. A regime la distribuzione di Bpv Vita potrà contare quindi su una rete complessiva di circa 2.200 sportelli con obiettivi di raccolta premi annua a regime pari a 6 miliardi di euro circa.

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