Bear Stearns: JP Morgan alza valore offerta a 10 dollari per azione
JP Morgan ha reso noto di avere rivisto al rialzo il prezzo offerto per acquistare Bear Stearns, una delle maggiori banche d’investimento degli Usa che nelle scorse settimane ha dovuto affrontare problemi di liquidità, a 10 dollari per ogni azione dai 2 proposti in precedenza. L’offerta valuta il gruppo 2,1 mld di dollari. L’operazione prevede uno scambio azionario: gli azionisti di Bear Stearns riceveranno ora 0,21753 titoli JP Morgan per ogni azione posseduta. La proposta precedente prevedeva lo scambio di 1 azione Bear Stearns per 0,05473 JP Morgan.
Usa: vendite case esistenti febbraio +2,9% ma calano prezzi
Il. National Association of Realtors ha comunicato che le vendite di case esistenti a febbraio sono aumentate del 2,9% a 5,03 mln di unità. Si tratta del primo incremento da luglio. Il dato è migliore delle attese degli economisti. I prezzi delle abitazioni sono però diminuiti dell’8,2% su base annuale attestandosi a 195.900 dollari. Si tratta del peggiore calo dal 1968.
Tiffany: ricavi trim.4 +10%, utile batte attese del mercato
Tiffany ha reso noto di avere chiuso il quarto trimestre dell’esercizio fiscale con ricavi pari a 1,05 miliardi di dollari, in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (7% a cambi costanti), e con un utile netto in calo del 16% a 118,3 milioni, pari a 89 centesimi per azione. Escludendo le voci non ricorrenti l’utile per azione si è attestato a 1,27 dollari contro attese degli analisti pari a 1,21 USD. Per l’esercizio fiscale in corso la società ha previsto un aumento dei ricavi del 10% e un utile per azione in crescita dell’11-15% a 2,75-2,85 dollari.
Telecom Italia: Telco acquista 0,91% del capitale e sale al 24,5%
Telecom Italia ha comunicato che Telco Spa ha acquistato 121,5 milioni azioni ordinarie della società, pari allo 0,91% del capitale, ad un prezzo medio di 1,233 euro per azione, con un esborso complessivo di 149,8 milioni.
Danieli: ottenuta commessa da 260 mln euro in Egitto
Danieli ha reso noto di avere ottenuto una commessa del valore di 260 milioni di euro dall’egiziana Suez Steel per la costruzione di un minimill intergrato per la produzione di due milioni di tonnellate all’anno di acciaio.
Chiusura Borse Usa
Dopo il deciso rimbalzo messo a segno giovedì scorso, ieri Wall Street è riuscita ad archiviare un’altra seduta positiva grazie alle incoraggianti indicazioni arrivate sia dal fronte societario che da quello macroeconomico che hanno contribuito a riportare un po’ di fiducia tra gli investitori: il Dow Jones ha guadagnato l’1,52% a 12.548,64 punti, il Nasdaq il 3,04% a 2.326,75 punti e lo S&P500 l’1,53% a 1.349,88 punti. Il rally è stato innescato dalla decisione di JP Morgan di alzare il valore dell’offerta lanciata per rilevare Bear Stearns da 2 a 10 dollari per azione; l’annuncio ha favorito gli acquisti sui titoli del settore finanziario, a partire da Bear Stearns che ha registrato un +88,76%. Buone notizie sono arrivate anche dal mercato immobiliare: le vendite di case esistenti a febbraio sono inaspettatamente aumentate del 2,9% a 5,03 mln di unità (i prezzi però continuano a scendere, -8,2% su base annuale). Tale statistica ha messo le ali alle azioni del comparto: Toll Brohters ha guadagnato il 4,68%, D.R. Horton il 6,51% e Hovnian Enterprises il 6,91%. Forti rialzi sono stati registrati anche tra i tecnologici. Tra i titoli che si sono messi in evidenza segnaliamo: Google (+6,23%), Dell (+2,75%), Intel (+1,75%) ed eBay (+4,23%).
Dati di chiusura
Si è chiusa un’altra giornata difficile per le Borse europee, ancora una volta alle prese con gli effetti della crisi del mercato del credito dopo il warning lanciato da Credit Suisse sui risultati del primo trimestre: a Milano il Mibtel ha perso l’1,47%, a Francoforte il Dax ha archiviato un -0,65%, a Londra il Ftse100 ha registrato un -0,91% e a Parigi il Cac40 ha ceduto lo 0,49%. I listini del Vecchio Continente sono riusciti a ridurre le perdite nel pomeriggio sfruttando il rialzo di Wall Street innescato dal miglioramento registrato dell’indice Fed di Philadelphia relativo al mese di marzo (il dato resta comunque ampiamente sotto lo zero) che ha fatto passare in secondo piano le deludenti statistiche sul mercato del lavoro Usa (le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 378 mila unità). Oltre ai soliti bancari, sono stati i minerari a catalizzare l’attenzione degli operatori: la rapida discesa delle quotazioni del greggio (si è portato sotto i 10 0 USD al barile a New York), alimentata sia dal recupero del dollaro rispetto alle principali valute sia dalle probabili prese di beneficio dei fondi dopo i recenti record, ha favorito le vendite dei titoli del settore. A Piazza Affari Eni ha perso il 3,74%, Saipem il 2,27%, Snam RG il 5,91% e Tenaris il 2,01%. In attesa degli sviluppi sull’offerta di Air France-Klm, Alitalia è stata al centro della speculazione. Le pressioni del mondo politico per trovare un’alternativa alla proposta dei francesi hanno messo le ali al titolo (+12%); questo nonostante la società si trovi attualmente in una situazione finanziaria estremamente difficile che richiede un intervento immediato per evitare il peggio. Hanno chiuso contrastati i bancari: Unicredit e Banco Popolare hanno perso rispettivamente il 4,48% e il 4,08%, mentre Intesa Sanpaolo ha messo a segno un +2,19% dopo avere confermato il dividendo di 0,38 euro in occasione della presentazione dei conti del 2007 (agli attuali prezzi il rendimento è di quasi il 10%). Il gruppo manterrà la stessa politica anche nel 2008. Hanno perso nuovamente terreno Seat PG (-1,01%), Telecom Italia (-2,65%), Lottomatica (-3,77%) e Autogrill (-3,89%) a causa dei timori legati all’elevato indebitamento. Sul mercato valutario è proseguito il ritracciamento dell’euro contro il dollaro; il cambio è sceso anche sotto quota 1,54.
Fonte: www.borse.it